Lo spazio Sottozero del Palazzo delle Esposizioni sta finalmente diventando, per la capitale, uno dei maggiori luoghi espositivi dedicati alla realtà artistiche emergenti. In questo contesto sono state inaugurate il 12 dicembre due mostre, una dedicata all’artista sudafricano Zwelethu Mthethwa, e l’altra a due giovani artisti torinesi Botto&Bruno (Gianfranco Botto e Roberta Bruno).
Le due mostre prendono spunto da situazioni simili quali sono le realtà suburbane, tutte, indistintamente, affini. L’approccio è diverso, come diverso è il prodotto finale, ma entrambi i risultati hanno il pregio di non cadere nella scontata eguaglianza dove periferia=degrado. Mthethwa con i suoi ritratti solari e Botto&Bruno con le loro visioni surreali, ridanno dignità e vita al margine.
La seconda installazione è il video Without you I’m nothing, composto da sequenze di foto montate al computer in dissolvenza. Gli scatti sono realizzati con una cadenza quasi cinematografica, e raccontano di bambini in contesti architettonici di periferia; favole e movimenti quasi quotidiani con la colonna sonora di Bartolomeo Migliore.
In mostra troviamo una selezione dei suoi ultimi lavori, “Sacred Home” e “Mother and Child”, immagini a colori di grande formato dove atmosfera e solarità non lasciano dubbi sul luogo delle riprese. Ma non bastano i colori e la sapiente illuminazione degli interni spogli, a dare corpo e contenuto sono i suoi soggetti. Ogni persona vive la ripresa come un “rito”, si prepara con cura, sceglie gli abiti migliori, medita la posa. Risultato di questa ricerca, di questo “reportage”, sono le immagini di persone semplici, presenti in una coreografia tanto scarna quanto lucente , resi non solo con rispetto ma conferendo loro la nobilità che ogni essere umano merita. Presente in mostra anche la videoinstallazione, realizzata dall’artista, “Rebirh”.
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