Massimo Siragusa coglie, con i suoi scatti, istanti infinitesimi: il tempo indispensabile perché la luce impressioni la pellicola, eppure l’immagine ritratta mantiene tutta la fluidità del movimento al quale è stata rapita… Oltre il momento cristallizzato dallo scatto, si percepisce la continuità dell’azione, l’acrobata termina il salto, l’elefante abbassa la proboscide, l’angelo torna al suolo… Il fragore che normalmente accompagna le esibizioni circensi lascia lo spazio ad un silenzio arcano quasi percepibile dall’osservatore. Gli artisti e gli animali del circo sembrano muoversi in un’atmosfera onirica, le fotografie non sono altro che uno spiraglio aperto, e immediatamente richiuso, sullo svolgersi di un rito.
Siragusa concepisce un linguaggio inedito per raccontare il circo. Le sue fotografie sono dotate di tutta la complessità di un’opera pittorica: la ricerca del colore, l’intento narrativo, le inquadrature. Protagonisti dei suoi scatti sono sempre la luce e il colore. Il fotografo, dotato di una grande sensibilità per le sfumature, ritaglia spazi completamente autonomi, dove i colori tessono l’aria e fasciano i corpi. Da punti di vista inediti, da angolazioni di backstage o seguendo prospettive collaudate, l’occhio di Massimo Siragusa individua puntualmente l’aspetto assoluto dei suoi soggetti, quasi restituendo l’idea platonica del trapezista, del clown, del cavallo…
L’allestimento della mostra, negli ambienti essenziali dello SpazioFoto Credito Artigiano, permette di godere pienamente il suggestivo lavoro di Siragusa: le trentadue fotografie esposte (tra cui dieci gigantografie di formato 190×130) trovano sulle pareti della galleria una collocazione ideale. L’osservatore segue lo svolgersi dello spettacolo, stampa dopo stampa, senza che nessun elemento di disturbo lo distragga dalle fotografie.
Pietro Gaglianò
Tra Bolzano, Laives e Merano torna Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue: in programma mostre, incontri e laboratori…
Fino al 4 ottobre 2026, la Triennale ospita una mostra che non è una retrospettiva ma un atto critico: Toyo…
Alla Galleria Lombardi un percorso intimo che attraversa trent'anni di ricerca artistica di Mario Schifano, sperimentazioni pittoriche che hanno rivoluzionato…
Il numero 3 di Savile Row, studio di registrazione usato dai Beatles e luogo del loro iconico concerto sul terrazzo,…
Aperte fino al 15 giugno le candidature per partecipare a Gradus 2026, il percorso creativo e formativo rivolto alle nuove…
Una riflessione sull'esperienza della Biennale d'Arte di Venezia come spazio separato dal quotidiano ma continuamente attraversato dai vorticosi saliscendi della…