Š Francesca Magnani La finestra, Lower East Side, 4 gennaio 2024
La mostra Die lebende Stadt â âLa cittĂ viventeâ â al Deutsches Technikmuseum di Berlino presenta, fino al 26 gennaio 2026, un gioco fotografico di incontri, realizzato assieme al collettivo fotografico Cadavre Exquis.
Una città è piĂš di un insieme di edifici e strade. Ă un sistema vivente che soddisfa le esigenze dei suoi abitanti. Come luogo di innumerevoli incontri diversi, la cittĂ offre spazi in cui possiamo comunicare tra noi, mostrarci chi siamo e stupirci a vicenda. Ă un luogo in cui molte persone diverse non solo risiedono ma vivono, dove sono sia separate che connesse. Il Deutsches Technikmuseum ha inaugurato la mostra durante il Mese Europeo della fotografia di Berlino â EMOP nel marzo 2025 ma ne parliamo adesso perchĂŠ la mostra, proprio come âla cittĂ viventeâ, è in costante divenire e progredisce in modo inaspettato a seconda dellâispirazione dei fotografi, proprio come gli incontri che avvengono per strada.
Le foto che erano state presentate al vernissage sono state create in un gioco associativo che ha coinvolto 19 fotografi, a partire da unâimmagine di Sascha Jakubenko, direttore artistico del progetto. Questa immagine è anche la prima opera che si vede nella mostra. Come in una sorta di telefono senza fili, è stata trasmessa a un secondo fotografo come fonte di ispirazione. Questo fotografo ha poi risposto con una sua foto che, a sua volta, è stata trasmessa a un terzo fotografo, il quale ha risposto con unâaltra fotografia, e cosĂŹ via. I fotografi hanno potuto vedere solo lâimmagine che precedeva immediatamente la loro. Ed è stato solo allâinaugurazione della mostra che lâintera sequenza è diventata visibile: una catena associativa di immagini. Tra queste immagini ci sono sia impressioni personali che scene messe in scena che raccontano una storia. Insieme, le fotografie rappresentano la cittĂ come rete vivente di persone, luoghi e storie.
Questa forma partecipativa, il âcadavre exquisâ, è il metodo con cui si compone collettivamente una raccolta di parole o immagini. Ogni collaboratore aggiunge qualcosa alla composizione in sequenza o secondo una regola o potendo vedere solo la fine di ciò che ha contribuito la persona precedente. Il nome deriverebbe da una frase nata durante la prima partita: ÂŤLe cadavre exquis boira le vin nouveauÂť.
In questo momento lâultima immagine della serie, quella a cui i lettori possono ispirarsi mandando una proposta fino al 21 settembre, è della fotografa italiana di stanza a New York Francesca Magnani: ÂŤLa mia fotografia è strettamente legata alla mappa della cittĂ , cosĂŹ come a una mappa interiore che ho creato camminando per queste strade per oltre 25 anni. Conoscere la città è stato un viaggio parallelo alla scoperta di me stessa. Nellâimmagine scelta dai curatori del Deutsche Technikmuseum il contorno del mio corpo si fonde con lo skyline dopo il tramontoÂť.
Per partecipare alla open call, potete seguire le istruzioni che troverete cliccando qui.
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