Categorie: Fotografia

Un museo di Berlino ha lanciato una open call fotografica in stile cadavre exquis

di - 16 Settembre 2025

La mostra Die lebende Stadt – “La città vivente” – al Deutsches Technikmuseum di Berlino presenta, fino al 26 gennaio 2026, un gioco fotografico di incontri, realizzato assieme al collettivo fotografico Cadavre Exquis.

Una città è più di un insieme di edifici e strade. È un sistema vivente che soddisfa le esigenze dei suoi abitanti. Come luogo di innumerevoli incontri diversi, la città offre spazi in cui possiamo comunicare tra noi, mostrarci chi siamo e stupirci a vicenda. È un luogo in cui molte persone diverse non solo risiedono ma vivono, dove sono sia separate che connesse. Il Deutsches Technikmuseum ha inaugurato la mostra durante il Mese Europeo della fotografia di Berlino – EMOP nel marzo 2025 ma ne parliamo adesso perché la mostra, proprio come “la città vivente”, è in costante divenire e progredisce in modo inaspettato a seconda dell’ispirazione dei fotografi, proprio come gli incontri che avvengono per strada.

Le foto che erano state presentate al vernissage sono state create in un gioco associativo che ha coinvolto 19 fotografi, a partire da un’immagine di Sascha Jakubenko, direttore artistico del progetto. Questa immagine è anche la prima opera che si vede nella mostra. Come in una sorta di telefono senza fili, è stata trasmessa a un secondo fotografo come fonte di ispirazione. Questo fotografo ha poi risposto con una sua foto che, a sua volta, è stata trasmessa a un terzo fotografo, il quale ha risposto con un’altra fotografia, e così via. I fotografi hanno potuto vedere solo l’immagine che precedeva immediatamente la loro. Ed è stato solo all’inaugurazione della mostra che l’intera sequenza è diventata visibile: una catena associativa di immagini. Tra queste immagini ci sono sia impressioni personali che scene messe in scena che raccontano una storia. Insieme, le fotografie rappresentano la città come rete vivente di persone, luoghi e storie.

Questa forma partecipativa, il “cadavre exquis”, è il metodo con cui si compone collettivamente una raccolta di parole o immagini. Ogni collaboratore aggiunge qualcosa alla composizione in sequenza o secondo una regola o potendo vedere solo la fine di ciò che ha contribuito la persona precedente. Il nome deriverebbe da una frase nata durante la prima partita: «Le cadavre exquis boira le vin nouveau».

In questo momento l’ultima immagine della serie, quella a cui i lettori possono ispirarsi mandando una proposta fino al 21 settembre, è della fotografa italiana di stanza a New York Francesca Magnani: «La mia fotografia è strettamente legata alla mappa della città, così come a una mappa interiore che ho creato camminando per queste strade per oltre 25 anni. Conoscere la città è stato un viaggio parallelo alla scoperta di me stessa. Nell’immagine scelta dai curatori del Deutsche Technikmuseum il contorno del mio corpo si fonde con lo skyline dopo il tramonto».

Per partecipare alla open call, potete seguire le istruzioni che troverete cliccando qui.

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