Le sciatrici russe Radija Eroschina e Ljubov Kozyreva gareggiano in una prova di sci di fondo alle Olimpiadi invernali. Cortina D'Ampezzo, Italia. Foto di Frank Scherschel. © 1956. The Picture Collection LLC. Tutti i diritti riservati
Dopo dieci anni di chiusura, il Centro Internazionale di Fotografia – Scavi Scaligeri riapre al pubblico: nel cuore sotterraneo di Verona, torna attivo uno spazio che per lungo tempo ha rappresentato un punto di riferimento per la fotografia in Italia. La riapertura coincide con l’inaugurazione di Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972, una mostra pensata da Giuseppe Ceroni e curata da Simone Azzoni, promossa dal Comune di Verona e prodotta da Silvana Editoriale con PEP Artists e Grenze Arsenali Fotografici.
Visitabile dal 20 febbraio al 2 giugno 2026, il progetto è stato concepito appositamente per questi ambienti e si inserisce nel percorso della città verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Le circa cento immagini selezionate – molte delle quali raramente esposte – attraversano quasi 40 anni di storia, dalle Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen del 1936 a quelle di Sapporo del 1972, con un passaggio centrale da Cortina 1956. In ogni caso, l’arco cronologico è solo una delle coordinate: il nucleo più interessante riguarda il modo in cui la rivista LIFE ha costruito un immaginario.
Fondata nel 1936 da Henry Luce, LIFE ha ridefinito il fotogiornalismo del Novecento, affidando alle immagini un ruolo primario nella narrazione dei fatti. In mostra si delinea con chiarezza il taglio che ha determinato negli anni la scelta delle copertine, segnato da un’esperienza visiva capace di coinvolgere il lettore. Questa tensione e questa ambizione emergono con forza dagli scatti esposti in mostra: il gesto atletico viene cristallizzato ma il movimento si fa racconto, e la competizione, filtrata dall’obiettivo, assume un valore simbolico che supera quasi il risultato sportivo in sé.
Le fotografie firmate da Alfred Eisenstaedt, George Silk, Ralph Crane e John Dominis restituiscono un mondo attraversato da trasformazioni profonde, con piste innevate e stadi olimpici che fanno da sfondo alla storia più ampia segnata da guerra, ricostruzione, boom economico, tensioni geopolitiche. Accanto ai grandi eventi olimpici, trovano spazio scene di vacanze in montagna, resort statunitensi, nuove mode sciistiche, mentre lo sport invernale diventa segnale di un’idea di modernità e indice di benessere e mobilità sociale.
«La mostra Winter Games! non è solo un omaggio al grande fotogiornalismo di Life e ai valori olimpici di Milano-Cortina 2026, ma una promessa di futuro. Riconsegniamo ai cittadini un percorso rinnovato e accessibile, convinti che la narrazione visiva d’autore sia uno strumento potente per promuovere un turismo culturale di qualità e ispirare le nuove generazioni attraverso lo sguardo dei maestri della fotografia», ha dichiarato Marta Ugolini, assessora alla cultura, al turismo e ai rapporti con l’Unesco del Comune di Verona.
Il percorso si articola in sei sezioni – Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch-Partenkirchen 1936 e Fun out of Life – e dialoga costantemente con l’architettura degli Scavi Scaligeri, progettata da Libero Cecchini per valorizzare l’area archeologica portata alla luce da Peter Hudson. La compresenza di rovine e immagini del Novecento produce così un cortocircuito temporale che accentua la dimensione storica della mostra e aiuta il visitatore ad andare indietro nel tempo con la mente.
Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972, inaugura dunque una nuova fase per gli Scavi Scaligeri, come ritorno di uno spazio espositivo e reinserimento non soltanto all’interno del tessuto urbano, ma anche nella ben più ampia rete di iniziative legate a Milano Cortina 2026. Intanto, la fotografia torna ad abitare il sottosuolo di Verona, portando con sé immagini che hanno contribuito a definire il modo in cui abbiamo imparato a guardare lo sport.
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