Disintegrata con foto di famiglia, 2024 Dalla serie Disintegrata © Silvia Rosi – Supported by Collezione Maramotti
Aprirà al pubblico il prossimo 16 aprile, per concludersi quasi un mese e mezzo più tardi, a inizio giugno, la seconda edizione di Exposed, il festival torinese interamente dedicato alla fotografia che già lo scorso anno aveva pervaso il territorio cittadino costellandolo di immagini fotografiche opera di grandi autori.
Exposed. Torino Foto Festival quest’anno presenterà ben sedici diversi artisti provenienti da dodici paesi di tutto il mondo, per offrire una visione d’insieme il più possibile articolata sull’attuale panorama della fotografia italiana e internazionale. L’evento è organizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, affidato alla direzione artistica di Menno Liauw e Salvatore Vitale e promosso dai maggiori enti che operano da sempre sul territorio cittadino in ambito artistico e culturale: Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio, Intesa Sanpaolo e Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.
Quest’anno saranno coinvolte ben sette sedi espositive, in un percorso di immagini che invaderà letteralmente tutta la città di Torino. Dall’Accademia Albertina all’Archivio di Stato; dalle sedi elettivamente dedicate alle fotografia come Camera Centro Italiano per la Fotografia e Gallerie d’Italia; fino alla Gam, OGR e Palazzo Carignano.
Insomma, all’appello non manca proprio nessuno. E per di più, la novità del 2025 è che la quasi totalità delle mostre, quest’anno, sarà a ingresso gratuito per il pubblico. Questa scelta testimonia lo spirito con cui la manifestazione ha scelto di pensare sé stessa, come un punto di riferimento per gli amanti della fotografia, certo, ma anche come un secondo momento cittadino dedicato all’arte, dopo e oltre il tradizionale week end di novembre. E poi, ma forse soprattutto, presentandosi come un concentrato di stimoli ed eventi interessanti, capaci di rivolgersi al pubblico e di portarlo con sé, accompagnandolo lungo un percorso di creatività e approfondimento della fotografia, alla scoperta delle ultime e più intriganti tendenze internazionali.
Circa le aperture, andando nello specifico, ci sono già alcune anticipazioni. L’Accademia Albertina di Belle Arti ospiterà un progetto di Gregory Halpern e uno di Georges Senga, realizzato quest’ultimo in collaborazione con il MAO di Torino. A queste mostre, sempre all’Accademia, sono da aggiungere quelle delle giovani Valeria Cherchi e Silvia Rosi, più un appuntamento di portfolio review con personaggi internazionali aperto al pubblico. Alla Gam, invece, sarà presentata la mostra del boliviano River Claure, mentre alle Gallerie d’Italia sarà esposto il lavoro di Carrie Mae Weems. Qui sarà esposto il progetto dal titolo Preach, un lavoro su committenza originale affidato alla curatela di Sarah Meister, Executive Director of Aperture Foundation e già curatrice, in passato, al Moma di New York. E non finisce qui. Ci sarà anche un Festival Diffuso, con tanti altri eventi più o meno grandi, il cui programma dettagliato è però ancora top secret.
L’intenzione, è dunque posizionarsi, e di conseguenza posizionare la città di Torino, all’interno del circuito internazionale della fotografia, cercando di proporsi come luogo ideale in cui non solo si potranno ammirare le opere di alcuni notevoli artisti contemporanei che ricorrono al medium fotografico, ma anche, nelle esplicite intenzioni degli organizzatori, dare vita a nuove idee, rielaborando il modo in cui guardiamo alla fotografia e la leggiamo.
In un’epoca in cui siamo bombardati di immagini attraverso i social e gli altri media, un festival completamente dedicato alla fotografia, cioè a quel mezzo espressivo tecnico e tecnologico che per primo ha portato in modo pervasivo le immagini della realtà che ci circonda nelle nostre vite, è anche un modo per riflettere sulle immagini stesse. Un invito, insomma, ad abbandonare l’atteggiamento passivo, imparando a chiederci quali siano gli strumenti più efficaci di cui dobbiamo dotarci, intellettualmente e forse anche a livello emozionale ed esistenziale, per decifrare e decodificare le immagini.
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