Categorie: Fotografia

Garbatella Images 2021: visioni a cielo aperto, tra storie individuali e spazi condivisi

di - 20 Aprile 2021

La galleria 10b Photography apre un nuovo capitolo fotografico e presenta il primo ciclo del progetto “Garbatella Images”. Il percorso si origina dalla costrizione del lockdown e si svilupperà in tre anni, affrontando rispettivamente tre differenti tematiche, dal punto di vista tattile e contenutistico, quali Visioni, Corpo e Spazio, favorendo un lavoro site-specific in stretta relazione con lo storico quartiere romano della Garbatella. Tale progetto collettivo è promosso da Roma Culture ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020/2021/2022, curato dal Dipartimento Attività Culturali e realizzato in collaborazione con la SIAE.

Gli autori di Garbatella Images 2021

Ideata e diretta artisticamente dal noto fotografo Francesco Zizola, la prima mostra di questa triade assume il titolo di “Visioni” e vede la curatela di Sara Alberani e Francesco Rombaldi (direttore di YOGURT Magazine, rivista e network di cultura fotografica di respiro internazionale), con l’accompagnamento della voce di Claudio D’Aguanno e Francesca Romana Stabile. Il lavoro trova spazio anche in un volume fotografico arricchito dal contributo artistico di un giovane e brillante illustratore, Mattia Ammirati, che firma la copertina.

Dal 10 al 20 aprile 2021, l’esposizione si dipana a cielo aperto in una Garbatella indisturbata e silenziosa, in comunicazione costante tra la galleria e gli stenditoi dei lotti 24, 29, 30 e 55, con opere fotografiche inedite di sei autrici e autori, selezionati dallo stesso Rombaldi, quali Mary Baldo, Luca Brunetti, Luigi Cecconi, Simone D’Angelo, Federica Leone e Linda Pezzano. Completa il programma una serie di visite guidate su prenotazione dal lunedì al sabato, dalle 18 alle 20, aperte e gratuite, per condurre il pubblico lungo il percorso della mostra e della sua pubblicazione.

Garbatella Images 2021 – “Visioni”. Federica Leone, Lotto 21, Garbatella, Roma

Attraversando la memoria del territorio

Il quartiere si destruttura, in base al numero degli artisti esposti, in sei narrazioni multiformi che reinterpretano personalmente l’identità della zona, facendosi portavoce di sei tipi di progettualità indipendenti e complementari tra loro. Sulla scia di Abitare il Paesaggio del 2018, esposizione caratterizzata da alcuni tra i migliori scatti degli ultimi anni dello stesso Zizola, che ritraggono gli spot del quartiere, e del progetto Plantarium (2018) di Alberto Giovanni Cocco, lo scenario notturno e immaginifico dei lotti della Garbatella ritorna tra i temi di indagine della mostra. Essi variano da un minuzioso lavoro sugli archivi fotografici dei cittadini del rione, che mettono a disposizione foto di famiglia e ricordi del passato, alle vicende femminili che ne hanno disegnato il carattere sociale, fino agli elementi marini che ne hanno denotato il carattere storico, dando origine a un lavoro di memorie iconografiche e del territorio.

Tale capitolo racconta la Garbatella partendo, dunque, dall’intimità e ponendo l’attenzione sull’immaginazione e sulla potenzialità creativa del linguaggio fotografico in relazione al quartiere romano, fatto di una tradizione legata al patrimonio artistico, sociale e architettonico della città, divenendo interstizio urbano espositivo.

Garbatella Images 2021 – “Visioni”. Federica Leone, Lotto 21, Garbatella, Roma.

Il fulcro sta nell’indagine visiva e meditativa che si manifesta tra la fotografia contemporanea e il contesto circostante, reinterpretato da un percorso decostruttivista attraverso immagini simboliche, celate dall’ordinario e dal dimenticato. Si compie un gesto “performativo” che mette in scena dettagli sparsi, tracce di esistenze di passaggio, suggestioni invisibili come visioni, epifanie installative radicate (seppur in modo temporaneo) come a richiamare la storicità del quartiere e a ricreare quella spazialità della città-giardino, creando una dimensione filtrata dalla realtà tramite narrazioni individuali e collettive che, dagli autori, si irradiano agli abitanti e viceversa.

“Visioni” si pone, inoltre, come una riflessione alternativa sull’esistenza che negli ultimi mesi abbiamo imparato ad abitare con i dispositivi digitali e i linguaggi frammentati e anestetizzanti con i quali comunichiamo. Ora questi strumenti sono a portata degli autori, sia come produzione che come risultato stesso, sotto forma di totem assemblati per mostrare il macroscopico nel microscopico, bianco e nero o a colori, attraverso cui riflettere, riconoscersi e ritrovarsi.

L’esposizione intende dimostrare come il pensiero non sia imbrigliato da limiti spaziali o temporali, ma in grado di dilatare e rendere potenzialmente mai finito il dialogo tra autore e oggetto della sua ricerca. È una mostra degna di figurare in un’antologia surrealista, come emblema di un tempo della vita, di un modo di esistere, di un sogno urbano sospeso tra l’immaginifico e il reale.

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  • Le fotografie stese come i panni sono foto pensate. Non sono foto estetiche.

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