Bar girl in a brothel in the red light district, Havana, Cuba, 1954 © Eve Arnold / Magnum Photos
Eve Arnold (Filadelfia, US, 1912 – Londra, UK, 2012 ) è una delle leggende della fotografia del XX secolo. Attraverso la lente della macchina fotografica, utilizzando passione e sensibilità innate, racconta il mondo nella sua diversità. Ritrae grandi star come Marylin Monroe, Marlene Deitrich, Joan Crawford, Orson Welles e James Brown, ma allo stesso modo fotografa le prime donne operaie in America, le difficili condizioni di vita delle giovani raccoglitrici di patate e riesce a svelare i volti delle donne afgane. É proprio la Arnold ad affermare “Non vedo nessuno come ordinario o straordinario. Li guardo semplicemente come persone davanti al mio obiettivo”.
Eve Arnold è un esempio di emancipazione femminile e resilienza: impara a fotografare all’età di trentasei anni e con intelligenza e determinazione, si inserisce nell’ambiente del foto giornalismo dell’epoca. Dedica la sua vita alla fotografia e la sua ascesa è rapida: è la prima donna, insieme a Inge Morath, a far parte della Mangum Photos, una delle più grandi agenzie fotografiche del mondo.
L’opera, 1950-1980 presenta la produzione completa di Eve Arnold, composta da più di 170 immagini tra scatti iconici e fotografie inedite, offrendo un percorso tematico che racconta le tappe della sua carriera, dalla prima bugia per riuscire ad entrare a lavorare nel mondo della fotografia al suo successo, che le ha permesso di viaggiare il mondo e pubblicare, su diversi giornali, fotografie riguardanti tematiche importanti e complicate, come il razzismo, il nazismo, le diseguaglianze di genere e molto altro.
Le prime fotografie in bianco e nero si presentano in formato quadrato e appartengono alle sue cosiddette “esplorazioni notturne” in giro per New York City negli anni Cinquanta, ma con il tempo gli scatti acquisiscono colore e accompagnano il visitatore attraverso gli occhi della Arnold fino all’ultimo ventennio del secolo scorso.
É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea
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