Categorie: Fotografia

La poetica di Hilde Lotz-Bauer che immortalò con i suoi scatti il sogno di un’Italia che non c’è più

di - 21 Gennaio 2024

Fino al prossimo 5 maggio, saranno esposte per la prima volta assieme, le stampe della fotografa Hilde Lotz-Bauer. L’esposizione, dal titolo Hilde in Italia. Arte e vita nelle fotografie di Hilde Lotz-Bauer, è allestita presso il Museo di Roma in Trastevere ed è curata da Federica Kappler e Corinna Lotz, figlia dell’artista.

Formatasi come fotografa presso la prestigiosa scuola di Monaco dopo aver già conseguito un Dottorato in Storia dell’Arte, arrivò a Roma alla fine del 1934 grazie ad una borsa di studio promossa dalla Bibliotheca Hertziana. La sua carriera iniziò fotografando disegni per il suo primo marito Bernhard Degenhart, celebre studioso di disegno italiano.

Successivamente con la sua fotografia supportò le ricerche di numerosi storici dell’arte, in mostra saranno infatti visibili immagini dal progetto sui Castelli di Federico II nell’Italia meridionale diretto dallo storico dell’arte Leo Bruhns insieme ad una selezione di fotografie per il progetto sull’urbanistica fiorentina voluto dal direttore dell’istituto fiorentino Friedrich Kriegbaum. Hilde Lotz-Bauer fu l’unica fotografa professionista operante presso gli Istituti Storici di Roma e Firenze, realizzando scatti impeccabili di sculture, disegni, architettura ed urbanistica.

La fotografa attraversò lo stivale muovendosi sempre assieme all’inseparabile Leica, con passo felino tra la gente, «Catturando la vita delle città così come delle zone rurali più isolate, cogliendo quasi senza farsi notare l’umanità tutta che abitava questi territori negli anni del Ventennio fascista», spiegano gli organizzatori.

Gran parte della produzione di Lotz-Bauer, a oggi nota, è fortemente incentrata sulle tradizioni e sulle festività, soprattutto in Abruzzo. L’artista curò sempre con attenzione la composizione estetica e i dettagli trasformando i reportage in opere uniche, ricche di spunti personali e documentaristici anche a livello critico e sociale. Nel 1993 collaborò con il fotografo Franz Schlechter, il quale restaurò e stampò 80 immagini scattate con la Leica raffiguranti persone, paesaggi e città italiane per una personale al Museo Reiss di Mannheim.

Sono circa un centinaio le fotografie esposte in mostra e provenienti dall’archivio Hilde Lotz-Bauer a Londra, dai due Istituti Max Planck per la Storia dell’arte – la Bibliotheca Hertziana di Roma e il Kunsthistorisches Institut a Firenze e dalla la collezione del fotografo Franz Schlechter a Heidelberg.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’ Organizzazione Archivio Hilde Lotz-Bauer. In occasione dell’esposizione si presenterà l’opera complessiva realizzata nel decennio 1934-1943 mettendo in luce, per la prima volta, i due maggiori aspetti della sua produzione: le commissioni per gli storici dell’arte e la fotografia di reportage, lo sguardo di storica dell’arte e quello di fotografa.

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  • Le ragazze stupide chiamano i loro ex quando sono ubriache, mentre le ragazze intelligenti chiamano il loro futuro.

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