Categorie: Fotografia

Newton e Scianna, due sguardi sulla moda in mostra in Piemonte

di - 26 Agosto 2025

Dopo le rassegne dedicate a Robert Doisneau ed Elliott Erwitt, la grande fotografia internazionale torna protagonista in provincia di Cuneo. A partire da ottobre 2025, due luoghi simbolo del patrimonio piemontese, il Filatoio di Caraglio e la Castiglia di Saluzzo, ospiteranno le monografiche di Helmut Newton e Ferdinando Scianna, offrendo uno sguardo complementare sulle diverse “consistenze” dell’immagine: da un lato la provocazione e la costruzione visionaria, dall’altro la narrazione poetica della vita quotidiana.

Helmut Newton. Intrecci

Dal 23 ottobre 2025 all’1 marzo 2026, il Filatoio di Caraglio accoglierà Helmut Newton. Intrecci, mostra curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino. Più di 100 scatti, alcuni dei quali inediti, racconteranno le collaborazioni dell’artista con brand internazionali come Yves Saint Laurent, Wolford, Blumarine, Lavazza e Absolut Vodka.

Helmut Newton, Self-Portrait at home, Monte Carlo 1993 © Helmut Newton Foundation

Nato a Berlino nel 1920 da una famiglia ebraica, Helmut Newton iniziò a fotografare giovanissimo prima di fuggire dalla Germania nazista nel 1938. Dopo un periodo a Singapore, si stabilì a Melbourne, dove aprì il suo primo studio fotografico. Negli anni ’50 e ’60 iniziò a collaborare con Vogue e con le principali riviste internazionali, imponendosi come uno dei fotografi di moda più celebri e controversi del Novecento. Ha lavorato per i più importanti brand e stilisti del mondo, ridefinendo i canoni estetici della moda. Morì a Los Angeles nel 2004.

Helmut Newton, Lavazza Calendar 1994, Monaco 1993 © Helmut Newton Foundation

Il percorso della mostra a Caraglio si concentra sul passaggio dalla fotografia editoriale a quella commerciale, mettendo in luce l’eclettismo di Newton e la sua capacità di trasformare la fotografia patinata in un linguaggio ambiguo, con uno stile caratterizzato da scenari teatrali, atmosfere oniriche e una forte carica erotica. Con il suo sguardo radicale e iconico conquistò la complicità con modelle come Monica Bellucci, Kate Moss ed Eva Herzigová, mentre grazie alla fiducia conquistata da stilisti e riviste contribuì a ridefinire l’immaginario visivo della moda.

Helmut Newton, Heather looking through a keyhole, Paris 1994 © Helmut Newton Foundation

Ferdinando Scianna. La moda, la vita

Dal 24 ottobre 2025 all’1 marzo 2026, la Castiglia di Saluzzo ospiterà invece Ferdinando Scianna. La moda, la vita, curata da Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia a Venezia.

Ferdinando Scianna, 1998 © Ferdinando Scianna

Nato a Bagheria, nel 1943, Ferdinando Scianna è stato il primo fotografo italiano a entrare, nel 1982, nell’agenzia Magnum Photos. La sua carriera comincia negli anni ’60 con gli scatti in Sicilia, che gli valsero subito riconoscimenti internazionali. Collaboratore di Leonardo Sciascia, con cui pubblicò il libro Feste religiose in Sicilia (1965), Scianna ha sempre intrecciato fotografia, letteratura e giornalismo. Il suo lavoro spazia dal reportage al ritratto, dalla moda alla fotografia pubblicitaria, mantenendo uno sguardo etico e narrativo. Autore prolifico, con una lunga carriera tra libri, mostre e reportage, Scianna continua a rappresentare una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea.

Ferdinando Scianna, Nico, Tom e Toby Foyle, Sean Moran, Patrick McNamara, David O’Neil, Connemara, Irlanda, 1993 © Ferdinando Scianna

La mostra a Saluzzo indaga in profondità, per la prima volta, il rapporto di Scianna con il settore della moda, esplorato con lo sguardo del fotoreporter. Oltre 90 immagini ripercorrono il lavoro realizzato tra gli anni Ottanta e Novanta per riviste come Vogue, Vanity Fair e Stern. Centrale la celebre campagna per Dolce&Gabbana con la modella Marpessa Hennink, ambientata in Sicilia, che trasformò la moda in racconto di strada.

Ferdinando Scianna, Monica Bellucci, Palermo, 1991 © Ferdinando Scianna

Due mostre, un dialogo sulla fotografia

Promosse e realizzate da Fondazione Artea, le due esposizioni sono concepite come un percorso in dialogo: Newton e Scianna offrono visioni complementari, una basata sulla provocazione e sull’immaginario, l’altra sul radicamento nel reale e nel vissuto. Insieme restituiscono un ritratto sfaccettato di come la fotografia di moda abbia saputo attraversare e trasformare i linguaggi del Novecento, passando dal glamour all’impegno culturale.

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