Overall of central Moscow w. antiaircraft gunners dotting sky over Red Sq. w. exploding shells w. spires of Kremlin silhouetted by German Luftwaffe flare. (Photo by Margaret Bourke-White/The LIFE Picture Collection via Getty Images)
75 fotografie in bianco e nero di Dorothea Lange e Margaret Bourke-White, due delle più grandi photoreporter del XX secolo, sono esposti, fino al 30 marzo 2020, al Centro Culturale di Milano.
La depressione a seguito della crisi del 1929, l’ascesa della tecnologia industriale, le nuove scoperte aereodinamiche, la guerra, il fronte europeo e russo, la liberazione dei campi di sterminio, le nuove città, la nascita dell’India moderna, le minoranze, l’apartheid. Questi alcuni dei temi che la mostra “Margaret Bourke-White. Dorothea Lange. Ricevere l’avvenimento. Due donne nei tornanti della storia”, ideata da Camillo Fornasieri e curata da Angela Madesani,ripercorre attraverso gli scatti delle due grandi autrici che hanno saputo restituire in maniera inedita le principali vicende storiche del XX secolo.
La loro fotografia mette in luce la tenacia e uno sguardo autentico all’uomo che vive, condividendo il fascino e il dolore della storia, a fianco, e dentro, i fatti di popolo, persone, grandiosità e sconfitte del secolo breve.
Entrambe allieve dello stesso maestro di Fotografia, Clarence H. White di New York, differenti età di dieci anni, incrociano in America luoghi di intervento e l’apertura di studi fotografici similari tra east e west coast.Unite e diverse nella malattia che segna fin da piccola Dorothea e invece Margaret nella maturità. In modo diverso alle stesse origini della rivista Life (la Bourke-White firma la copertina del primo numero), di Magnum e della mitica galleria Aperture.
Lange, la prima donna cui il MoMa di N. Y. a un anno dalla scomparsa, dedica una intera retrospettiva, percorre la realtà come una fedele e instancabile ricerca volta a documentare e “toccare” la situazione sociale, l’evento e nel contempo il contesto. In Bourke-White è forte la ricerca sociale e documentaria riguardante gli impatti del capitalismo, come il fascino per la tecnologia del secolo. I suoi temi sono simboli del moderno: sconfitte, grandiosità, povertà, umanità, atmosfere. Con grande forza compositiva e narrativa delle immagini e chiari rimandi a eventi conosciuti.
Le opere esposte sono provenienti dall’Archivio CSAC dell’Università di Parma, dalla Fondazione Rolla e dall’Archivio di LIFE di New York.
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