Categorie: Fotografia

World Press Photo 2025: l’infanzia mutilata è l’immagine dell’anno

di - 17 Aprile 2025

Nel settantesimo anniversario del World Press Photo, il prestigioso concorso internazionale premia una delle immagini più urgenti del nostro tempo: lo scatto della fotografa palestinese Samar Abu Elouf, realizzato per il New York Times, ritrae Mahmoud Ajjour, bambino gravemente ferito mentre fuggiva da un attacco israeliano a Gaza City. L’immagine, scelta come Photo of the Year 2025, è un ritratto composto, intimo ma capace di condensare tutta la tragedia collettiva della follia della guerra. Il piccolo Mahmoud è raffigurato in penombra, la sua espressione è malinconica ben oltre la sua età, le braccia amputate rappresentano una condizione che è fisica e simbolica allo stesso tempo, ben oltre quello che le parole possono descrivere.

Immagini che aiutano a comprendere

«La vita di questo ragazzo merita di essere compresa, e questa foto fa ciò che il grande fotogiornalismo può fare: fornire un punto di ingresso stratificato in una storia complessa, e l’incentivo a prolungare l’incontro con quella storia. A mio parere, questa immagine di Samar Abu Elouf è stata una chiara vincitrice fin dall’inizio», ha commentato Lucy Conticello, direttrice della fotografia per M, il magazine del weekend di Le Monde, e presidente della giuria del World Press Photo 2025.

Samar Abu Elouf, portrait Amjad Al Fayoumi

Abu Elouf, evacuata dalla Striscia nel dicembre 2023, vive ora nello stesso complesso residenziale di Mahmoud. Ha documentato le vite dei feriti gravi giunti in Qatar, un diario visivo che intreccia la cura alla testimonianza. La guerra a Gaza ha colpito in modo sproporzionato i minori: secondo le stime delle Nazioni Unite, a dicembre 2024 si contava il più alto numero pro capite di bambini amputati al mondo. Mahmoud, insieme alla sua famiglia, è stato evacuato in Qatar. Qui, dopo un intervento medico, sta imparando a usare il telefono, scrivere e aprire le porte usando i piedi. Il suo sogno è avere delle protesi e vivere la propria vita come qualunque altro bambino.

«Sono infinitamente grato ai fotografi che, nonostante i rischi personali e i costi emotivi, registrano queste storie per dare a tutti noi l’opportunità di capire, immedesimarsi e ispirarsi», ha commentato Joumana El Zein Khoury, direttrice esecutiva del World Press Photo.

Conflitto, migrazione, cambiamento climatico: i tre temi del 2025

Le altre due immagini finaliste delineano il panorama tematico che ha guidato le scelte della giuria: migrazione e crisi ambientale. Con Night Crossing, il fotografo americano John Moore (Getty Images) documenta un gruppo di migranti cinesi che si riscaldano sotto la pioggia, subito dopo aver attraversato il confine tra Messico e Stati Uniti. Un’immagine che mette in discussione la retorica del dibattito migratorio nordamericano.

In Droughts in the Amazon, il peruviano-messicano Musuk Nolte (Panos Pictures, Bertha Foundation) mostra l’assurdità climatica dell’Amazzonia senz’acqua: un ragazzo porta da mangiare a sua madre lungo il letto secco del fiume, trasformato in sentiero polveroso.

John Moore, United States, Getty Images
Musuk Nolte, Peru/Mexico, Panos Pictures, Bertha Foundation

Libertà di stampa e visibilità globale

Mai come quest’anno il concorso promosso dalla World Press Photo Foundation, organizzazione no-profit con sede ad Amsterdam, si intreccia con il tema della libertà di stampa. Il conflitto tra Israele e Hamas è, secondo il Committee to Protect Journalists, «Quello con il più alto numero di giornalisti uccisi mai registrato». Al 4 aprile 2025, sono almeno 165 i giornalisti palestinesi morti, spesso deliberatamente presi di mira dall’esercito israeliano.

Accanto alla Photo of the Year, il concorso ha premiato 42 progetti – contro i 33 dell’anno scorso –, riflettendo una rinnovata attenzione a una pluralità di voci e di approcci regionali. Molte delle storie premiate provengono da paesi segnati da repressione e censura – dal Myanmar al Venezuela, passando per Sudan e Russia – a dimostrazione che il fotogiornalismo continua a essere una delle ultime frontiere della testimonianza diretta.

Le immagini selezionate saranno protagoniste della mostra itinerante World Press Photo 2025, che toccherà oltre 60 città nel mondo. Tra le tappe: Amsterdam (dal 18 aprile), Londra, Roma (dal 6 maggio), Berlino, Città del Messico, Rio de Janeiro, Montréal, Jakarta e Sydney. In Italia, la sede lombarda sarà ancora una volta il Festival della Fotografia Etica di Lodi. Gli scatti dei finalisti verranno raccolti nell’omonimo volume in uscita il 23 maggio per Marsilio Arte, a cura di Lucy Conticello e Joumana El Zein Khoury.

Articoli recenti

  • Mostre

“La Geometria della Grazia”: il rigore architettonico e il glamour senza tempo di Horst P. Horst

Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…

15 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51