Capita spesso di sorvolare su strutture funzionali alla nostra esistenza, di fruirne, come da millenni si fa, senza darne il giusto valore. Si prendano ad esempio i gradini, tutti quelli che ogni giorno si calpestano spostandosi da un luogo all’altro. Sono un elemento destinato a precederne sempre un altro e, forse proprio per questo, un oggetto a cui non si presta una particolare attenzione. Eppure, la storia dell’arte ci ha lasciato evidenti testimonianze di quanto anche importanti architetti, scultori e lapicidi se ne siano nel tempo occupati, comprendendone l’importanza.
E, sul concetto di scala, s’inserisce anche l’attuale ricerca artistica di Massimo Poldelmengo (Pordenone, 1964), che vi si sofferma con il suo obiettivo.
Questo tema, fin nei suoi elementi costitutivi, diventa un filo conduttore che attraversa in molteplici espressioni formali le ricerche di Poldelmengo. Oggi, la Galleria Artestudio Clocchiatti accoglie una serie d’inquadrature ravvicinate, insolite nella scelta di un campo così ristretto, ma di estrema eleganza.
L’artista interviene su queste foto con grosse pennellate nere, eliminando il superfluo della visione ed evidenziando con un atto di carattere bidimensionale le costruzioni spaziali , ora definite solo dalla luce catturata dalla pellicola. Lo sguardo è vicinissimo, ma non invadente e, posto allo stesso livello del soggetto, accarezza la fragile texture della pietra, con i cretti riempiti di polvere, le crepe e le scheggiature. L’identità non ne risulta falsificata e la materia si fa porosa ad ogni vibrazione della luce: il risultato ottenuto abbraccia un numero ristretto di cromie, sgranate dal bianco al nero, tonalità accese dai chiarori che si riflettono sulle parti stondate, per farsi invece ombre scure nei solchi non raggiunti dalla luce.
Sono presenti in galleria anche due opere plastiche: una coppia di scale in acciaio, ma con l’anima di mattoni e di legno le quali, al di là delle possibili letture metaforiche, offrono ulteriori termini sulla ricerca espressiva che l’artista sta affrontando.
giorgia gemo
mostra vista il 5 aprile 2003
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