La mostra ha il carattere di una raccolta in cui soprattutto la gente friulana potrà trovare motivi di riflessione. Le immagini, riprese in un percorso ideale che dalla montagna porta al mare, offrono la possibilità di indagare sulle trasformazioni, sulle cancellazioni o gli insediamenti che si sono verificati in cento anni.
Delle sessantasette fotografie esposte, selezionate nel ricco archivio dei Civici Musei udinesi, ben trentasette sono di Attilio Brisighelli (la cui ricca produzione di vedute è dovuta al fatto che lui stesso era, oltre che instancabile fotografo e impareggiabile paesaggista, editore di cartoline).
Nove immagini sono di Luigi e Carlo Pignat , infine pochi altri autori noti.
L’interesse più nitido della mostra è rivolto al territorio, all’aspetto della trasformazione urbanistica ed
Fatte alcune eccezioni, la rassegna non punta principalmente l’obiettivo sulla figura umana, il fatto che il punto di vista fotografico sia sempre a non meno di cinque metri dalla persona più vicina, fa sì che ambiente e umanità escano uniti indissolubilmente in un’unica raffigurazione che fa appartenere entrambi ad un’unica storia, ad un unico destino. Sterratori, badilanti e muratori, nel costruire la ferrovia tra Moggio e Carnia, perdono le loro differenti identità per diventare un tutt’uno con la galleria che vanno edificando.
Di fatto il Ritratto , di cui proprio i Pignat furono abili interpreti, è assente dall’esposizione e bene hanno fatto i curatori, a nostro parere, a non includerlo; bene hanno fatto tanto più quanto si sono tenuti all’interno di un percorso espositivo monografico.
Più discutibile, invece, è stata la scelta di proporre le immagini sotto forma di ingrandimenti. Non si tratta di vere e proprie fotografie, sembrano, piuttosto,
In questo senso la mostra non si può definire rigorosamente fotografica, perché non ripropone quell’attenzione per l’incisione delle linee e per la riproduzione di tutte le sfumature che, nel periodo rappresentato ancor più di oggi, insieme al problema della chiarezza espositiva, fu al centro dell’attenzione di ogni fotografo.
Ad ogni buon conto, l’esposizione offre una ricca selezione di immagini storiche oltre a presentare alcune delle stampe fotografiche di piccolo formato, di cui alcune originali, dalle quali sono stati ricavati gli ingrandimenti.
Il catalogo, stampato con cura che da Arti Grafiche Friulane, è aperto dalle introduzioni, puntuali ed articolate, di Cristina Donazzolo Cristante, Alvise Rampini e Claudio Domini.
giulio aricò
mostra vista il 29 ottobre 2002
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