Promossa dal Comune e dalla Provincia di Trieste con AIAT insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, all’Università Popolare e all’Associazione delle comunità istriane di Trieste, la VII edizione ha luogo nelle splendide sale di Palazzo Morpurgo, in Largo Papa Giovanni, centro storico della città. Il Palazzo, recentemente restaurato, ospita dal 1998 la Biblioteca Statale ed è stata appunto la Direttrice di quest’ultima, Marina Panetta, che ha annunciato la manifestazione, nel corso di una recente conferenza stampa. Tra le presenze dell’affollata vernice quella del Vice sindaco Codarin.
Le sale del primo piano ospitano la personale di Dante Pisani, al quale è stato consegnato il premio della Biennale di quest’anno con la motivazione così espressa dalla giuria: “per la sua lunga attività creativa e per l’alto valore del suo operato, ormai apprezzato e riconosciuto oltre i confini della regione“. La mostra dedicatagli in seno alla Biennale comprende opere di pittura e scultura, illustrate durante il vernissage dalla presentazione del critico d’arte dott. Sergio Brossi, che si possono riassumere riprendendo la frase conclusiva del suo discorso “l’uomo d’acciaio che soffre e che ama”.
Le opere della Biennale sono collocate al secondo piano di Palazzo Morpurgo e rappresentano i sessantuno autori invitati, alcuni dei quali hanno anche contribuito all’organizzazione della rassegna insieme al curatore, presidente dell’Associazione omonima. Tra gli artisti invitati si contato una decina di ospiti provenienti dalla Repubblica di Croazia, dalla Slovenia e dalla Germania con interessanti opere pittoriche in simbiosi con la maggioranza dei presenti che ha proposto opere materiche a carattere concettuale.
Entrando nelle sale di questa settembrina esposizione s’incontrano le sculture di Ugo Carà Figura con drappo e le opere lignee di Chersicla e Villibossi, le tecniche miste di Cosimo Fusco e del giovane Milia, avvolte dai colori delle opere alle pareti degli altri pittori.
Nella sala principale accoglie la grande opera “Fissione“ di Dante Pisani, Il mare nostrum di Giuliano Babuder ed ancora colori, quelli dell’arazzo di Ottavio Missoni, le eleganti geometrie di Eva Ronay, la delicata presenza di Bruno Ponte con la sua opera Spaccato orizzontale.
Colpisce e coinvolge l’opera Specchio d’acqua (foto) dell’artista Corrado Damiani che ha voluto portare a Palazzo un “umore” dalla sua raccolta intitolata appunto Gli umori del mare presentata al Castello di San Giusto prima ed in una lunga itinerante europea negli anni recenti.
Una Biennale da percorrere per incontrare stili ed espressioni diversi, per vivere l’arte da diversi punti di vista offerti dalla creatività e dai messaggi degli artisti partecipanti.
patrizia grandis
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