Categorie: friuli v. g.

fino al 26.IV.2005 | Andrea Pazienza – Segni e memorie per una rockstar | Monfalcone (go), Galleria Comunale d’Arte

di - 18 Aprile 2005

Alcuni sostenevano che Lucio Battisti fosse stonato. Altri che Andrea Pazienza non sapesse disegnare. Questione di punti di vista. O di invidia. Perché Pazienza, sostenuto della genialità priva di regole ottenuta per dono divino e mantenuta con l’indipendenza, ha assunto quasi involontariamente il ruolo di ineffabile narratore. Un cantastorie dei nostri tempi. Tormentato, impavido, ironico, tagliente, crudo, sincero. Illuminato. Lontano da concetti banalizzanti e superficiali, Pazienza ha trasferito nel fumetto l’estensione naturale del proprio essere e ha cominciato a parlare, a raccontare. Lui, eclettico mastro del nuovo fumetto italiano, lo ha fatto attraverso i linguaggi più diversi. E’ stato grafico e illustratore. Ma ha cominciato dipingendo quadri di denuncia. “Erano tempi in cui non potevo prescindere da fare questo”, scrive. Però l’idea che fossero acquistati da farmacisti ed esposti nelle loro camere da letto proprio non gli andava giù. E così la preferenza ricade sull’altro linguaggio, il fumetto. Per lui non era poi così importante lo strumento di narrazione; riteneva che “comunicare” fosse la priorità. Attraverso Le Straordinarie Avventure di Pentothal (1977), Zanardi (1981) e altre storie laterali, Pazienza riflette con straordinaria profondità l’altra faccia del ’77 bolognese. Quel giovane che fu di San Benedetto del Tronto, poi trasferitosi a Pescara per frequentare il liceo artistico e poi a Bologna per il DAMS e infine a Montepulciano (dove realizza Pompeo, Campofame e Storia di Astarte), non si limita a raccontare e analizzare l’essenza di una generazione in rivolta. Le sue storie raccolgono con malinconica consapevolezza gli aspetti più veri della nuova società. Offrendo spunti – altrimenti sfuggenti – per capire più e meglio la crescita dell’uomo e del mondo. Su queste basi nascono e si sviluppano progetti di rottura e d’impegno culturale e civile come Cannibale, Frigidaire, Il Male. Pazienza collabora anche con Linus, Corto Maltese, Zut, Comic Art. Ogni disegno, ogni vignetta, ogni tavola, ogni storia che Pazienza realizza è prima di tutto rivolta a se stesso. Non è destinata al grande pubblico, non al consenso, non al presenzialismo. Per lui il massimo godimento era disegnare. A pennarello, istintivo, oppure con lapis e china. Ora con uno stile pittorico e iperrealista, ora con linee sintetiche e stilizzate, ora con il tratto ironico e caricaturale come nella serie dedicata a Pertini. Oppure con una miscela di tutti gli stili, cosa non rara.

Come lui, e insieme a lui, altri autori di enorme spessore hanno contribuito allo sviluppo del fumetto moderno. Primo fra tutti Filippo Scozzari. Ma anche Massimo Mattioli, Tanino Liberatore, Stefano Tamburini. Questi e altri autori (tra cui Sergio Staino, Altan, Luca Enoch, Davide Toffolo, Giuseppe Palumbo …) hanno reso omaggio a Pazienza con scritti e disegni, che resteranno in esposizione fino al 26 aprile alla Galleria comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone in occasione della mostra “Andrea Pazienza. Segni e memorie per una rockstar”. In mostra anche originali di Pazienza, storie complete, schizzi e disegni inediti; spazio anche alle locandine, alle realizzazioni grafiche e alle illustrazioni per le copertine di dischi.

gianluca testa

*ph. in alto copyright eredi pazienza


“Andrea Pazienza. Segni e memorie per una rockstar” – Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (GO) -piazza Cavour- Fino al 26 aprile 2005 – lun_dom, 16.30-19.30 – sabato e festivi, 10.30-13.00 e 16.30-20.00 – 27, 28 marzo e 25 aprile, 10.30-20.00 – A cura di Roberto Franco, Fabio Doria, Mauro Paronitti  – Catalogo per ARTeFUMETTO in mostra – Ingresso libero

[exibart]

Visualizza commenti

  • Questa é forse la mostra più bella e godibile fatta finora alla Galleria Comunale di Monfalcone!
    Speriamo che indichi un cambio di rotta
    Va bene aiutare la giovane arte ma le precedenti rassegne Tensio Ratio ecc.
    eravano veramente atroci , un bazar
    ben ordinato di sciocchezze: ombrelli rotti,
    distributori d'acqua minerale, cessi con il periscopio, fessi che sporcano i muri con il colore e così via....

  • Andrea Pazienza era un genio assoluto. Ma Lucio Battisti era davvero stonato come una campana.

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