Ogni anno la Galleria regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan inserisce nel suo calendario una mostra dedicata a un artista del Friuli Venezia Giulia. Quest’anno la scelta è caduta su Dora Bassi (Feltre, 1921), di cui viene presentata la più recente produzione pittorica oltre a una serie di opere liberamente ispirate a Poesie a Casarsa, la prima raccolta di versi (in friulano) di Pier Paolo Pasolini, edita a Bologna nel 1942.
Consapevole e cosciente lettrice dell’arte contemporanea, profonda conoscitrice di tecniche pittoriche e scultoree (dal 1971 al 1978 chiamata all’Accademia di Brera da Dino Basaldella come assistente alla Cattedra di scultura), Dora Bassi si può
E questa sua componente colta influisce non poco sulle sue opere. Infatti, in questa serie di 31 tele quadrate, dipinte ad olio dal 2000 ad oggi, la vitalità e il gesto (più istintivi nel ciclo precedente) lasciano spazio a un atteggiamento meditativo, nitidamente assoggettato al progetto artistico. Dora Bassi ricerca composizioni asciutte, dove la profondità si costruisce attraverso sfocature piuttosto che con linee prospettiche. Con bagliori sfumati, iridescenze costrette nelle tonalità serali, o interni desolatamente vuoti, meditando sul senso dell’esistenza. È come se queste opere fossero state dipinte guardando la realtà da lontano.
Sicché, in tutte le opere, vi è come un’invisibile presenza, un vago sapore simbolista.
Evidentemente Dora Bassi non guarda alla contemporaneità (né dell’Esistenza, né dell’arte). Dichiara, piuttosto, di aver avuto il desiderio di tornare a un utilizzo più classico del colore.
E così, passando e ripassando con il pennello ripetutamente il contorno delle sue figure, ne ha sfocato l’immagine, sospendendola in uno stato indefinito, armonico ed enigmatico al contempo.
giulio aricò
mostra vista il 15 novembre 2003
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