Categorie: friuli v. g.

fino all’11.III.2007 | Marc Chagall | Pordenone, Palazzo della Provincia

di - 5 Marzo 2007

Qualcosa mi sarebbe mancato se, a parte il colore, non mi fossi impegnato, in un certo momento della mia vita, anche con l’incisione”, amava dire Marc Chagall (1887-1985) a proposito del proprio lavoro calcografico.
La natura favolistica della sua opera, la sua immaginazione onirica e narrativa, hanno trovato proprio nell’incisione una forma espressiva congeniale, anche grazie alla possibilità di ordinare le immagini in sequenze narrative che di dipanano in una lettura riflessiva individuale.
Raccolto nelle sale della mostra e diviso per cicli, ecco il repertorio delle opere provenienti dallo Sprengel Museum di Hannover, letteralmente immerse in un’atmosfera raccolta e oscurata che ne esalta la suggestione evocativa. Lo spettatore viene così stimolato a rivivere la profonda emanazione poetico-immaginifica dell’artista, che legge il mondo attraverso le memorie della sua infanzia a Vitebsk, raccolte in visioni dalle radici così profonde da far pensare ad una dimensione archetipica. E così il suo sguardo si manifesta con un segno vibrante e sensibile, fatto di piccoli gesti, dall’inconfondibile segno viene che permette di apprezzarne finemente la delicatezza e l’intima poetica modestia. Il rapporto di Chagall con la lastra è rembrantiano, come ricorda il curatore della mostra Giuseppe Bergamini, nella prefazione al catalogo, “come quando tormenta accanitamente la superficie per fare emergere un’immagine”.
Eppure, paradossalmente, il linguaggio espressivo di Chagall si è formato attraverso il lento e probabilmente doloroso processo di distanziamento dalla propria cultura. Fu una forza trasgressiva che ha portato il giovane Chagall ad affermare la sua volontà di essere pittore: l’ebraismo dei suoi padri negava infatti la figurazione.

E forse è proprio in questo paradosso che risiede la magia di quella sua iconografia dal sapore così ineffabilmente originario. “Non vedevo la Bibbia ma la sognavo”, diceva delle tavole pubblicate a Parigi nel 1956, forse per evitare la superbia di colui che si vuole mettere sullo stesso piano del creatore e osa sfidare il dogma iconoclasta. Le centocinquanta tavole di tema biblico -da cui proviene la parte preponderante della mostra pordenonese- furono commissionate dall’editore Vollard e incise tra il 1931 e il 1939 e seguirono l’esecuzione di altri cicli (ispirati a Gogol e La Fontaine). L’illustrazione del grande libro era cominciata durante il viaggio in Palestina, ma era a Parigi che aveva volontariamente portato a termine il lavoro. Le litografie per Le mille e una notte, i cui i trecento racconti testimoniano la fusione delle culture araba ed ebraica, sono invece la selezione che ne fece Chagall dopo la morte di Belle: smaglianti di colori, sono segnati da una sensualità dolorosa e piena di rimpianto.

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eleonora gregorat
mostra visitata il 18 febbraio 2007


Marc Chagall. Segni e colori – a cura di Giuseppe Bergamini, Enzo Di Martino
catalogo AGF – Pordenone, Palazzo della Provincia, Corso Garibaldi 8 (centro città) – da martedì a venerdì 14.30-19.00, sabato e domenica 10-19
visite al mattino su prenotazione – ingresso € 5, ridotto € 3, scolareschei € 1
per informazioni tel.0434 231418, fax 0434 231410
cultura@provincia.pordenone.it
www.triennaleincisione.it


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