Categorie: friuli v. g.

resoconti | Palinsesti 2009 | Friuli Venezia Giulia, sedi varie

di - 30 Novembre 2009
Fa un grande balzo in avanti la
rassegna Palinsesti che, giunta alla quarta edizione, sceglie una formula diffusa sul
territorio all’insegna della complessità, caratterizzandosi con un’offerta
complessa e articolata, come testimoniato dai cataloghi molto curati a corredo
delle mostre. La manifestazione ha coinvolto, con tempistiche differenti, tre
diverse città, ma come gli anni precedenti le mostre principali sono state
ospitate a San Vito al Tagliamento.
Il senso di labilità dell’opera
d’arte contemporanea, che si trova a far i conti con il peso del tempo e con la
necessità a resistergli, è il concetto chiave su cui è costruita della sezione Strutture
precarie
. Il
termine è in sostanza un ossimoro, due parole necessariamente antitetiche, ma
che forniscono un’idea realmente cartesiana su quale sia una delle tendenze in
atto nel contemporaneo.
Il cartoncino nero di Emanuele
Becheri
collocato
a terra, su cui si intravede il peso e la bava delle lumache che vi hanno
transitato, ne è uno degli esempi più emblematici: la progettualità – pur
presente – concede margini enormi alla casualità, lasciando lo spettatore
avvinghiato alla bellezza di un pensiero minimo. È invece in altra forma la
precarietà di Manya Kato che assembla una sorta di capanna con dei badili (Twenty
Legs – Lotus
) ma
anche mette in atto un meraviglioso crash tra un’automobilina giocattolo e una
livella. Ben scelta, nella stanza successiva, la sezione video, in cui i lavori
di Giulia Piscitelli e Deborah Ligorio risultano particolarmente azzeccati.

La sezione si sviluppa poi nella
fotografia (nelle due sedi), con un’inedita analisi di cosa sia la fotografia
dell’opera d’arte, a partire cioè dalla discussione di quale dia il reale
criterio di oggettività che dovrebbe soggiacere all’aspetto documentativo. Il
risultato è evidente, come testimoniano i lavori di Alessandro Ruzzier: non è nel nascondersi nel
semplice scatto che il fotografo mette l’osservatore nella migliore delle
situazioni per capire l’opera d’arte; anzi, tanto più – in forma
intellettualmente onesta – il fotografo interpreta, tanto più l’opera è
comprensibile. Un bel paradosso, quindi. Dove sta la vera oggettività?
La sezione In sesto presenta invece i progetti di un’opera
pubblica da collocare a San Vito. Tutti i visitatori sono invitati a votare
(tra le proposte di Massimo Poldelmengo, Michele Bazzana & Nicola Toffolini, Elisa Vladilo, Alfred de Locatelli), con una bella forma di
democrazia diretta, non tanto comune nel Belpaese.

Licôf
è invece una ricognizione fra gli
artisti dell’alto Adriatico, di cui si apprezzano le tele concettuali di Nika
Autor
, che
sviluppano un processo narrativo suggestivo grazie al testo con cui sono in
relazione, e le installazioni di Cristina Treppo e Michele Spanghero, che rispettivamente con Seconda pelle (realizzata con le forme delle
scarpe in legno) e R-12 Dvina (che racconta minimale le suggestioni di una performance
audio in un bunker missilistico nell’Europa dell’Est) hanno realizzato due
installazioni, semplici, icastiche ma di grande capacità evocativa.

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2008

daniele capra
mostre visitate il 2 e 31 ottobre
e 25 novembre 2009


dal 12 settembre al 29 novembre
2009
Palinsesti 2009

a cura di Denis
Viva, Roberto del Grande ed Emanuela Pezzetta

Sedi varie –
San Vito al Tagliamento (PN) / Pordenone / Udine

Orario: da
venerdì a domenica ore 10-12.30 e 15-19.30

Ingresso
libero

Cataloghi
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Info: tel. +39
0434833295;
info@palinsesti.org; www.palinsesti.org

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