A Pescara apre CLAP, il museo del fumetto. Che parte da Pazienza e Liberatore

di - 14 Dicembre 2022

Un nuovo polo espositivo dedicato al fantastico mondo della nona arte o anche della letteratura disegnata, per dirla alla Hugo Pratt, uno che di tavole se ne intendeva. Ha aperto a Pescara il CLAP – Comics Lab Art, spazio interamente incentrato sulle diverse declinazioni del fumetto, promosso dalla Fondazione Pescarabruzzo. Disposta su quattro livelli, in via Nicola Fabrizi 194, la struttura è stata acquisita e riqualificata dalla Fondazione, presieduta da Nicola Mattoscio, con un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro.

In esposizione permanente, una nutrita serie di opere di uno dei maestri del fumetto contemporaneo, il grande Andrea Pazienza. La Fondazione ha infatti raccolto, negli anni, un corpus di oltre 200 opere dell’innovativo fumettista, nato a San Benedetto del Tronto nel 1956 e scomparso nel 1988, a soli 32 anni. A questo nucleo si aggiungono altre 128 opere, donate da Sandro Visca, che fu professore di Pazienza al Liceo artistico Misticoni di Pescara. Visca è stato infatti uno dei primi soggetti di Pazienza, suo malgrado, ritratto dal giovane studente in caricature già corrosive: nella parte di Viscotto il poliziotto o di Don Viscotte.

Protagonista della prima mostra temporanea, curata da Paola Damiano, invece, è Tanino Liberatore, altra leggenda del fumetto italiano e non solo. Classe 1953 e tra i protagonisti della scena visiva underground degli anni ’70 e ’80, Liberatore è il padre, tra gli altri personaggi memorabili, di Ranxerox, ideato insieme a Stefano Tamburini e amato anche in altri Pasi, dal Giappone agli Stati Uniti. A legare Liberatore e Pazienza, tante esperienze condivise di vita e di arte. «Io e Andrea ci siamo conosciuti a Pescara perché frequentavamo la stessa scuola, il liceo artistico, e dormivamo nello stesso convitto religioso. Aveva non più di tredici anni ed era una peste terribile», così Liberatore, durante la cerimonia di presentazione della sua mostra al CLAP, ha ricordato il suo rapporto con Pazienza. E poi, nel 1978, l’esordio come fumettista nella rivista “Cannibale”, coinvolto dallo stesso Pazienza. E ancora, dopo l’esperienza di “Cannibale”, nel 1980, sempre con Pazienza e altri nomi illustri del fumetto, l’inizio di un’altra iconica pubblicazione, “Frigidaire”.

«Siamo lieti, come Fondazione Pescarabruzzo, di potere inaugurare questo nuovo spazio dedicato alla Nona Arte con una collezione così importante di opere del mitico Andrea Pazienza e con una originale temporanea di Tanino Liberatore», ha dichiarato Mattoscio. «Quest’ultimo è insignito, tra gli altri riconoscimenti, del “Romics d’Oro” 2005, il più alto tributo conferito ai maestri del fumetto, dell’illustrazione e del cinema internazionale, nonché del “Premio Internazionale Corradino d’Ascanio” 2022. Entrambi gli artisti sono stati contaminati, anche per esperienze umane realmente vissute, dal fertile laboratorio sperimentale e culturale pescarese degli anni ’70. Le mostre a loro dedicate vogliono essere l’emblema stesso del luogo che li ospita: uno spazio simbolo insieme della modernità e dell’archeologia industriale, trasgressivo e alternativo, cantiere aperto ai fermenti più vivi e alla libera e potente espressione della Nona Arte».

In mostra al CLAP di Pescara, circa 100 opere di Liberatore, di cui 70 inedite e esposte in Italia per la prima volta. Il dialogo con quelle di Pazienza, nella collezione permanente, non potrebbe essere più indovinato e deflagrante, per restituire pienamente il coraggio e la vivacità – in certi casi tragicamente autodistruttive – di un periodo d’oro irripetibile per il fumetto italiano e per la cultura visiva in generale.

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