Il Chiostro di Voltorre, monastero benedettino del XII secolo di proprietà della Provincia di Varese, ospita, dal giugno 2000, la Galleria d’Arte Contemporanea “Ephimera”.
A tenere a battesimo il nuovo spazio espositivo è la personale “Abisso con ali dipinte” di Nes Lerpa, artista danese, che lavora, ormai da molti anni, in Italia, dipingendo, sulle colline del Piacentino e modellando la ceramica, alle Fornaci Ibis di Cunardo, vicino a Varese.
La rassegna – curata da Debora Ferrari, Federica Fino e Sara Frattini di Fabbrica Arte – presenta una ventina di acquerelli di medie dimensioni e trenta tele ad olio di grande formato, ispirati alla profondità e alla leggerezza del colore, che documentano gli ultimi tredici anni della sua produzione pittorica.
Viaggiatore instancabile, Nes Lerpa ha soggiornato in Andalusia, Lapponia, Africa, India e, recentemente, nel deserto del Sahara, realizzando opere che si ispirano, per le caratteristiche cromatiche e l’atmosfera spirituale, alle terre che lo hanno ospitato.
Nella sua arte informale, gestuale, materica e segnica domina la componente coloristica. La sua tavolozza è un concento di pigmenti puri, forti, vitali. Il giallo, l’arancione ed il rosso, contrastati da tonalità di blu, sono, infatti, i percorsi pittorici più ricorrenti.
I lavori in mostra presentano figure irregolari, nate dal gesto liberatorio ed istintuale dell’action painting. Le vivaci macchie di colore miste a pennellate, che “vestono” la Sala Capitolare del Chiostro di Voltorre, prendono forma da una disposizione casuale dei materiali pittorici, guidata dal braccio e dalla psiche dell’artista.
Le tele di Nes Lerpa, dominate da un magnetismo gravitazionale che funge da attrazione per gli occhi e da travolgimento per la mente, sono grezze, con contorni irregolari, senza cornice ed appese al muro solo con dei chiodi. Il centro propulsivo della pittura dell’artista danese non sta, d’altronde, nella forma, nelle leggi di costruzione dell’opera, ma nell’essenza, nel continuo dialogo psichico con la materia ed il mondo circostante.
Annamaria Sigalotti
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