Chi visita impianti e spazi espositivi della Galleria ha la sensazione di trovarsi in un luogo appositamente montato per far interagire realtà diverse: sensibili, visive e tridimensionali. Sul pavé apparecchiature e alambicchi da laboratorio ri-producono elementi umidi, luci, ventilazioni, odori e suoni.
Nei webwordls François Perrin sviluppa la nozione di architetture climatiche ri-creando in rete un design fluttuante e sospeso, non legato al suolo. L’intento è quello di dematerializzare la pesantezza e la consistenza delle cose, un po’ come fa la nebbia, che in una delle foto di Perrin avvolge e offusca le distese di Los Angels city.
Gli ambienti, così ricreati, dovrebbero indurre in trance; spettatore e spettatrice, afferrati da questi spazi come da turbinii di forze elevate, verrebbero catturati da un tale impeto di immagini negli occhi da modificarne le attitudini sensoriali. Si potrebbe arrivare a sentire attraverso impercettibili percezioni di suoni che vibrano e attraversano ogni punto del nostro corpo, e di luci che si interpongono ai suoni aggiungendo, illuminando colori, e inducendo suggestioni.
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Ehi... sembra davvero molto bello e interessante!! Bellissimo questo blu.
Non c'ho capito un fico secco del funzionamento di queste opere....
Ciò che è o sarebbe possibile percepire navigando in mondi virtuali... penso di aver capito, anche se non è facile, specialmente per chi non è specializzato in queste cose, e io non lo sono. Da semplice appassionato posso dire "Bello, mi ha davvero colpito." Grazie
Volevo andare alla mostra ma sono stato a Milano la settimana scorsa. Come mai non l'avete segnalta prima? Ora sono tornato nella mia Bologna...
Attraverso l'immaterialità della luce e dei pixel, Perrin tenta di ri-creare in web mondi, sensazioni simili a quelle che ci vengono stimolate dalle apparecchiature posizionate in galleria: umidità, luci, suoni, odori. Le macchine reali sono utilizzate come specchi simbolici per facilitare l'immaginazione e la comprensione reali di chi visita. Le vere novità non stanno, a mio avviso, in ciò che si vede, sente, tocca - i prodotti delle apparecchiature - quanto piuttosto in ciò che, immateriale, è o sarebbe possibile percepire navigando in mondi virtuali.
Tengo a precisare che http://www.activeworlds.com. non è ancora una realtà virtuale in senso stretto e specifico, ma l'inizio di cammini di ricerca di grande interesse e che potrebbero rivoluzionare radicalmente ogni nostra modalità percettiva, sensitiva, uditiva, tattile e quant'altro. Consiglio a chi fosse interessato la lettura del manifesto di J. Perrin dal titolo a manifest for climatic architectures. Per accedere a Clima occorre andare in WORDL ++ quindi in Los Angels e dopo essersi ri-orientati nel vuoto galleggiante cercare e clikkare sul suo nome.
buona navigazione e grazie degli utili commenti ciao
decisamente interessante.