Altre abitudini e passioni formano l’intreccio e la storia di questa piccola mostra: gli innumerevoli viaggi dell’artista in Africa come in Spagna o in oriente, il suo svagarsi disegnando ovunque si trovi, in viaggio o a casa, usando carta da pacchi o fogli intestati degli alberghi in cui soggiorna e la telefonata di Maria Luisa Caffarelli, che sta attuando il progetto di pubblicare sul giornale “il Piccolo” di Alessandria, una serie di racconti inediti e di farli illustrare da artisti italiani.
Mondino accetta di raffigurare un racconto africano – chi meglio di lui – di Carlo Lucarelli. Quel racconto ambientato in Abissinia gli riporta alla memoria alcune cartoline acquistate da un mercante.
Una dell’amico Italo Calvino, inviata alla famiglia proprio dall’Africa, il giorno successivo alla deposizione di Mussolini, in cui quella scritta vinceremo, diventa quasi uno sberleffo auto ironico e un’altra di Gerardo Dottori, noto artista del secondo Futurismo e fervente sostenitore del fascismo, sorprendentemente spedita nel 1945 a Roma, a guerra ormai terminata, con l’inneggiante scritta trasversale semi nascosta da una serie di trattini ondulati, sorta di annullo postale artigianale. Sarà quella che Mondino userà su queste “cartoline postali” africane.
Sui disegni esposti, donne africane con anfore, cammelli e palme dai tratti spezzati, emergono come miraggi, come impressioni di un viaggio che rappresenta la vita stessa, essendo composto in parti uguali da realtĂ , memoria e gioco.
Bruno Panebarco
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