Con MOUE Festival, il design “fuori fuoco” torna ad attraversare Foggia

di - 14 Maggio 2026

Dall’11 al 15 maggio 2026 Foggia ospita la seconda edizione di MOUE – Festival della Grafica Sociale, progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti di Foggia e dall’associazione Generact. Mostre, laboratori, talk e interventi urbani attraverseranno la città sotto il titolo Design fuori fuoco, tema che suggerisce già uno slittamento dello sguardo: non verso ciò che occupa il centro dell’immagine ma verso ciò che normalmente resta ai margini, nelle aree meno nitide del contemporaneo.

C’è qualcosa di profondamente antropologico nel modo in cui le immagini costruiscono i territori, non soltanto perché ne definiscono l’identità visiva ma perché finiscono inevitabilmente per determinare anche il modo in cui quei territori vengono percepiti, raccontati e attraversati. In questo senso MOUE sembra allontanarsi dalla dimensione puramente estetica della grafica contemporanea per lavorare invece sulla sua componente relazionale e sociale. a grafica non come semplice decorazione del reale ma come dispositivo capace di incidere sulle dinamiche culturali e urbane, producendo nuove possibilità di lettura dello spazio pubblico.

Il “fuori fuoco” evocato dal titolo non coincide allora con una perdita di precisione, quanto con una scelta di campo. L’attenzione si sposta verso periferie, fragilità urbane, pratiche informali e comunità invisibili, tentando di sottrarre il progetto grafico alla velocità con cui oggi le immagini vengono prodotte, consumate e immediatamente dimenticate. MOUE prova invece a rallentare il processo visivo, riportandolo dentro una dimensione di ascolto e attraversamento del territorio.

Eppure il fuori fuoco ha sempre avuto a che fare anche con il movimento. Si potrebbe fare riferimento alle traiettorie dinamiche di Giacomo Balla, a quelle immagini che non tentavano di fissare il reale ma di trattenerne il passaggio, la vibrazione, la simultaneità; anche qui la sfocatura non coincide con un errore ma con la possibilità di osservare più livelli dell’immagine nello stesso momento, più tensioni che convivono dentro lo spazio urbano e sociale.

È forse proprio la sua natura diffusa a essere uno degli aspetti più interessanti del festival: MOUE non si concentra in un unico spazio espositivo ma si dissemina nella città attraverso una rete di interventi che coinvolgono studenti, designer, associazioni e cittadini. I Cantieri – nucleo operativo dell’edizione 2026 – funzionano infatti come laboratori di co-progettazione sociale dedicati alla memoria urbana, alla relazione tra corpo e spazio pubblico, alle pratiche di inclusione e alle geografie informali della città contemporanea; più che semplici workshop, sembrano dispositivi di lettura collettiva del territorio.

Anche il programma espositivo mantiene questa direzione. Grafica a parte, mostra costruita a partire dai fondi AIAP CDPG, riporta l’attenzione su figure femminili spesso marginalizzate nella storia della grafica italiana, mentre i Dialoghi coinvolgono progettisti e ricercatori chiamati a riflettere sul ruolo contemporaneo della comunicazione visiva, oggi sempre più vicino alla mediazione culturale che alla sola produzione di immagini.

In una città come Foggia, troppo spesso ridotta a narrazioni stereotipate o emergenziali, MOUE prova così a costruire un’altra possibilità di racconto, non attraverso un’immagine celebrativa del territorio ma tramite il suo attraversamento reale, contraddittorio e umano.

Per il programma completo si può cliccare qui.

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