Loredana Galante e Lino Di Vinci sono due interessanti artisti genovesi, già affermatisi nella loro città e presentati anche, singolarmente o in coppia, in diverse gallerie e spazi espositivi in alcune fra le capitali mondiali dell’arte (Parigi, Londra, New York, Tokyo).
La loro ultima fatica, ospitata nella galleria di arte, design ed architettura Spazio Della Volta, e curata da Viana Conti, attenta osservatrice del contemporaneo artistico giovanile, ci viene raccontata attraverso la narrazione della giornalista Simona Brancati che crea un testo surreale, filo conduttore anomalo per una mostra.
Il visitatore è coinvolto nella risoluzione della scomparsa di un’artista, Lucy Day (Galante), di cui il geloso convivente Larry Night (Di Vinci), artista egli stesso, è il primo fra gli indiziati. Negli inviti distribuiti al pubblico, un verbale dei carabinieri ci informa del rilevamento di tracce di sangue sul luogo della scomparsa…
La ricostruzione nello spazio della galleria dell’appartamento della coppia è il (pre)testo per narrare visivamente della scomparsa: un letto e gli altri arredi, da scena del mistero diventano anche scena per la presentazione degli ultimi lavori dei due; per Galante sculture (ma non solo) realizzate con l’assemblaggio di materiali diversi (ad esempio un colorato baule con luci psichedeliche che si accendono e si spengono a ritmo delle sonorità di sottofondo), per Di Vinci ardite grafiche fra cui due grandi formati su lamiera, di cui uno a terra a mo’ di tappeto, il tutto nella comune vena surreale giocata sui temi del corpo, della sessualità e della reinvenzione neo-pop delle forme e delle modalità d’uso dei materiali.
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