Categorie: genova

fino al 10.XII.2009 | Richard Kern | Genova, Guidi & Schoen

di - 7 Dicembre 2009
Sarebbe interessante sapere e
avere gli strumenti per capire dove si trova la cifra sessuale e sensuale di
ognuno di noi. Purtoppo, non sta semplicemente nel mostrare le proprie nudità e
nell’ammiccare all’interlocutore. Purtroppo perché, se così fosse, saremmo
tutti in grado di realizzare i diciotto scatti che Richard Kern (Roanoke Rapids, 1954; vive a New
York) propone nella galleria genovese.
È proprio in questa innata
sensibilità che risiede, invece, il maggior talento dell’ex regista di
pellicole underground (Fingered, con Lydia Lunch, del 1986) e di video per band di rock
alternativo (Lunchbox di Marylin Manson e Death Valley 69 dei Sonic Youth).
Le lambda print in esposizione sono state tutte
realizzate nel 2009, spostandosi da Parigi ad Anversa e New York City, dove
Kern lavora, e i soggetti sono ragazze che non brillano per una particolare
perfezione delle forme o per un’unica e introvabile caratteristica fisica.
Sono, come scrive Luca Beatrice in catalogo, erroneamente considerabili come
ragazze della porta accanto. Di fatto, non sono modelle professioniste.
Ciò che interessa al fotografo
statunitense è immortalare un momento privato, un gesto, un movimento o
un’espressione che racconti qualcosa della sfera intima e personale di una
ragazza. Dunque, dalla giovane francese che fuma in topless al parco (French
outdoor smoker
) passiamo alla coppia
di ragazze belga sorprese nello scambiarsi effusioni su un prato (Antwerp
girls 3
).
Non si tratta di semplice
voyeurismo, perché le ragazze sono complici e compiaciute dello sguardo dello
spettatore, il quale a sua volta – nascosto magari dietro un ramo – diventa lui
stesso oggetto di sguardi.
L’apoteosi di questo tipo di
processo è nel video di 40 minuti circa che, senza essere controllato e
approvato dallo stesso Kern, è proiettato nella mostra di Genova e in quasi
contemporanea alla Galleria Bertrand & Gruner di Ginevra. Il fotografo
americano ha scelto dieci ragazze e ha affidato loro un nastro video sul quale
registrare qualcosa di loro. Non risulta troppo difficile immaginare di cosa si
tratti ma, vedendo le ragazze così concentrate sull’occhio della telecamera, si
ha veramente l’impressione che le parti si siano rovesciate.
È un continuo rimbalzamento fra un
lato e l’altro dell’obiettivo, tra la sensazione rassicurante di poter dare un
giudizio e quella inquietante di essere giudicati, tra il pulsante erotismo in
primo piano, magari nascosto tra upskirt e particolari mozzafiato, e la banale
piattezza delle immagini sullo sfondo.
A questo bisogna naturalmente
aggiungere la maestria nella gestione dello strumento fotografico, la
raffinatezza delle inquadrature, l’uso del colore (sia sfocato che a fuoco) e
l’attenzione portata nei confronti delle espressioni del volto.

Così diviene assolutamente ovvio e
palese cosa s’intenda per “uno scatto alla Kern”: pulizia tecnica e sensualità
del quotidiano nascosto. Sia per chi crede di guardare, sia per chi si sente
guardato.

articoli correlati
Kern a Genova nel 2006

fausto capurro
mostra visitata il 28 novembre
2009


dal 7 novembre al
10 dicembre 2009

Richard
Kern – New shots
a cura di Luca
Beatrice
Guidi & Schoen
Vico della Casana, 31/r (centro storico) – 16123 Genova
Orario: da lunedì pomeriggio a sabato ore 10-12.30 e 16-19.30
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0102530557; fax +39 0102474307; info@guidieschoen.com;
www.guidieschoen.com

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