A quarant’anni dalla inaugurazione a Boccadasse della Galleria del Deposito (era il 23 novembre 1963), Villa Croce e Genova celebrano quella brillante avventura artistica che contribuì a promuovere i grandi protagonisti dell’arte contemporanea.
Una stagione memorabile quella degli anni Sessanta per l’ambiente genovese ed internazionale. In quegli anni la città è protagonista di un importante sviluppo industriale ed economico e sede di grandi fermenti culturali che nascono e si sviluppano attorno all’attività di gallerie private i cui nomi sono storia: Deposito, Polena, Carabaga,
E’ in questo clima che prende vita in un ex deposito di carbone a Boccadasse un innovativo spazio espositivo autogestito, con il preciso intento di “compiere un lavoro di aggiornamento nel campo delle arti visuali”.
Alla base di quest’avventura artistico culturale il Gruppo Cooperativo di Boccadasse, fondato all’origine da nove soci tra artisti e appassionati d’arte guidati da Carlo Fedeli ed Eugenio Carmi.
Ai soci fondatori si aggiunsero ben presto affermati critici come Gillo Dorfles, Germano Beringheli, un giovane Germano Celant, ed artisti come Fontana, Soto, Vasarely e Lohse.
Oltre alle esposizioni ed agli incontri-dibattiti la più innovativa attività della galleria fu la produzione di multipli (“quelli del Deposito sono i primi multipli effettivamente realizzati in Italia con questo nome”), ovvero la moltiplicazione in serie e a bassa tiratura delle opere dei grandi artisti internazionali che esponevano al Deposito.
Le opere dei più significativi artisti che esposero al Deposito in quegli anni sono collocate nelle sale al piano nobile del
Si contano oltre 70 opere : Getulio Alviani, Max Bill, Agostino Bonalumi, Eugenio Carmi, Enrico Castellani, Gianni Colombo, Flavio Costantini, Lucio Del Pezzo, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Winfred Gaul, Karl Gaestner, Paul Lhose, Emanuele Luzzati, Marcello Morandini, Achille Perilli, Arnaldo Pomodoro, Paolo Scheggi, Raphael Soto, Joe Tilson, Victor Vasarely, Kiky Vices Vinci
Al piano mansarda del museo sono esposti i “multipli del Deposito”; (opere grafiche, foulards, oggetti in piccola serie) ma anche fotografie di Kurt Blum e Ugo Mulas, cataloghi, video, il notiziario mensile, lettere, bozze di testi .
L’esaltante avventura artistico culturale durò poco più di cinque anni e produsse 38 Mostre personali e collettive, 104 Serigrafie, 22 Foulard, 36 tra Multipli,
La cooperativa si sciolse nel 1969 e contava 27 soci. Si era esaurita una stagione artistica di grande interesse e attualità ma a distanza di 40 anni l’entusiasmo che ne costituì la linfa vitale è ancora attuale. E molto contagioso.
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