Categorie: genova

fino al 18.X.2009 | Eppur si muove | Genova, Palazzo Ducale

di - 16 Ottobre 2009

Andante un poco mosso. Non è la grafica “sismica”, ricalco
dell’elaborazione musicale di Elisa Strinna, a registrare l’intensità della
terza residenza per giovani curatori promossa dalla Fondazione Sandretto,
sconfinata in terra ligure per incontrare la Fondazione Garrone col bis
“rinforzato” di un saggio finale interessante, ma tutto sommato poco audace.
Esposti gli uni accanto agli altri, gli artisti
selezionati dal colombiano Inti Guerrero, dall’austriaca Julia Kläring e dalla
belga Pieternel Vermoortel risultano sostanzialmente omogenei agli ormai
storicizzati nomi della collezione torinese. Non solo per un allestimento
“trasversale”, quanto per l’uniformarsi alle modalità creative dell’establishment. Del resto, i prescelti proprio
di primo pelo non sono (e ci si chiede, allora, se obiettivo – faticoso ma
eccitante – di un curatore ospite non debba essere, pur nei limiti di tempo, anche quello di scommettere su chi non
abbia ancora conosciuto l’onore della personale o della candidatura al premio).
Ci si applica così a sviscerare il
senso della congiunzione avversativa del titolo, galileiano nella forma ma
scarsamente foriero di rivoluzioni. E se proprio non si perseguono certezze, si
confida almeno in qualche garanzia. La “biennalista” Rosa Barba, ad esempio, che asseconda la
deriva dell’isola scandinava di Gotska Sandön; Rä di Martino, la quale cede al vezzo(…li) di
mettere in scena una star come Maya Sansa, “interprete” insieme a Mauro Remiddi
dei lanci di un
telegiornale della Bbc (nel suggestivo e orecchiabile August 2008); Moira
Ricci
, che manipola e “condivide” foto di
famiglia, con un’intrigante sovrapposizione di ruoli tra madre e figlia.

Altrettanto memoriale, se non
altro nell’estetica e nella tecnica d’antan, la sequenza di ritratti maschili
di Caterina Nelli.
Debolmente trendy,
invece, le installazioni di Davide Savorani, ancora sulla trita dicotomia
naturale/artificiale, e quelle di Emanuele Becheri, dal Rilascio cartaceo agli oggetti d’affezione
carbonizzati – anzi, fatti carbonizzare – e posti in teche a mo’ di fossili o
reperti vesuviani.
E, a proposito di latitudine sud,
ancor prima di leggere la didascalia, chi vedesse – in una collocazione non
proprio felice – il video di Giulia Piscitelli non esiterebbe a esclamare “Napoli!”, indotto dalla facile
associazione tra il capoluogo campano e la munnezza in cui si svolge la
singolare “caccia al tesoro” di un anziano. Un’opera che in un colpo solo
acchiappa il tema dell’identità, la riflessione sul consumismo e, chissà, un
pizzico d’ironia verso il ready made e l’arte del riciclo (che Flavio
Favelli
, dal
canto suo, ha religiosamente osservato nell’inginocchiatoio-glut).

Prevalentemente legato alla
collezione è il versante storico-politico, dove l’outsider Patrizio Di Massimo seziona l’impresa coloniale in
Libia. Il resto è un Maurizio Cattelan che culla le macerie degli attentati mafiosi,
circondato dalla topografia degli Anni di Piombo di Eva Frapiccini; o la “targa” luminosa
commemorativa di Pino Pinelli accesa da Claire Fontaine, che nella Genova della Diaz e di
Bolzaneto, dei processi tardivi, delle condanne e delle assoluzioni, tanto
casuale non è…

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Eppur si muove: intervista ai curatori

anita pepe
mostra visitata il 3 ottobre 2009


dal
18 settembre al 18 ottobre 2009

Eppur si muove
a
cura di
Inti Guerrero, Julia Kläring, Pieternel Vermoortel
Palazzo
Ducale
Piazza Matteotti, 9 – 16123 Genova
Orario: da martedì a domenica ore 9-20; la biglietteria chiude un’ora prima
Ingresso: intero € 8; ridotto € 6
Info: tel. +39 0105574000; info@fondsrr.org; www.fondazionegarrone.it

[exibart]


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  • Un perfetto esempio di come la componente autoriale sia decisamente sbilanciata sulla direzione e cura della mostra. Questo a detta degli stessi curatori. Gli artisti,selezionati dopo estenuanti e sommarie sedute, sono ingredienti impiegati burocrati dello stile, assolutamente intercambiabili. Tutto cio' e' legittimo.

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