Categorie: genova

Fino al 19.V.2001 | Pillino, muro a muro | Genova, Ellequadro Documenti

di - 24 Aprile 2001

Avevamo abbandonato il quadro per altre superfici, altri mondi da esplorare, altre frontiere…ed ora si ritorna al quadro; arricchiti dall’esperienza del secolo scorso -il 900- e carichi di memoria. I quadri ai quali ci troviamo di fronte, visitando questa bella mostra, colpiscono immediatamente per la materia con cui sono composti, hanno un che di familiare, ci solleticano con l’idea del dejà vu, ma non abbiamo mai visto nulla di simile.
E’ la ricostruzione di un muro… o meglio la sublimazione del concetto di muro, qui se ne ricostituisce la memoria, quasi un negativo fotografico che assorbe la storia dell’umanità. Unico e vero testimone della presenza umana.
Una sorta di materia primigenia modellabile che si stende, si raggruma, si colora si dilania, si squarcia e alla quale si può far dire tutto… perlomeno questo è il talento di Pillino.
Un incontro interessante con l’autore stesso che ci narra della sua ricerca, di come dopo 25 anni di pittura classica, lascia paesaggi e ritrattistica per dirigersi su un sentiero più impervio ma meno tracciato e soprattutto molto ispirato. Infatti, si parla di conversione a questa nuova tecnica anche nello scritto critico che funge da catalogo alla mostra scritto da Maurizio Sciaccaluga.
L’ispirazione o meglio l’incontro con ciò che darà vita all’inesauribile ricerca artistica di Pillino è riconducibile ad un preciso momento della sua vita. Il momento di rottura, che l’artista stesso definisce violento, avviene nel 1981, grazie ai continui viaggi che gli hanno fatto ormai conoscere altre realtà.
Guarda con occhio diverso i soggetti che gli sono familiari attratto dalle tracce della memoria che vede nei muri delle case di Camogli: il muro riassume la storia dell’uomo, nelle sue crepe si possono leggere drammi, emozioni, che l’intonaco assorbe come una spugna”….l’occasione, due frasi scritte sui muri della Statale di Milano nel 1968: “le scritte sui muri invitano a pensare” e “il muro bianco reprime il pensiero critico”. Ricostruisce il supporto, un effetto – muro, che da semplice sfondo diventa soggetto dell’opera. Nascono così interi cicli: “frammenti di memoria”, “pagine di muro”, “oltre il limite del muro”. Il muro diventa protagonista della sua tematica, muro come storia, muro testimone del momento, i graffiti, la pubblicità, le scritte, le violenze, la poesia, muro come superficie infinita, accogliente, presente, sicuro veicolo di comunicazione.
Le sue opere, pur differenziandosi notevolmente a seconda dei diversi periodi, inglobano comunque sempre questa realtà così variegata.
Pillino Donati è nato a Camogli nel 1948 dove vive e lavora. Esordisce in occasione delle rassegne d’arte promosse per il centenario dell’Unità d’Italia. Soggiorna poi a Parigi dove tuttora mantiene dei legami per motivi artistici. L’artista dopo le prime mostre a livello locale ha esposto a Roma alla Borgognona, in Francia a Parigi, a Montecarlo, in Cina e ad Hong Kong.

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Sede della mostra:
Ellequadro Documenti Arte Contemporanea Archivio Internazionale
vico Falamonica, 3/1 – 16123 Genova
(accesso da Piazza De Ferrari)
Tel. 010-2474544 Fax 010-2474475
e-mail: t.leo@dada.it
Ingresso: gratuito.
Orario: 16.00-19.30 da martedì a sabato – mattino su appuntamento.
Catalogo: in galleria con testo critico di Maurizio Sciaccaluga.


[exibart]

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