Pinksummer ospita una personale di Plamen Dejanoff, tra le figure più dissacranti ed innovative della scena contemporanea che in quest’occasione ha inaugurato un inedito legame con il capoluogo ligure.
La fama dell’artista ha avuto una decisa impennata nel 1999, quando la sua partecipazione alla Kunstverein di Monaco di Baviera insieme a Swetlana Heger ha creato un vero e proprio caso che ha portato il suo lavoro all’attenzione della stampa e del mondo della cultura mondiale, incidendo il delicato rapporto tra arte ed economia.
Lo spazio messo a disposizione dal museo è stato
Proseguendo la sua indagine del confine cultura / denaro, sacrificando la sfera privata ad un’arte ‘totale’ indiscreta e invasiva, Dejanoff ha da qualche tempo incaricato un’agenzia tedesca specializzata in politici e popstar della gestione della propria immagine. Da qui, la scelta di cambiare il proprio nome originale ‘Dejanov’ in una sorta di marchio di fabbrica, provvisto di due effe che echeggiano note griffes commerciali.
Portando all’estremo la teoria di Boris Groys, secondo il quale “il mercato dell’arte è l’avanguardia dell’economia moderna ”, Dejanoff fa della comunicazione commerciale di massa e del linguaggio della grande industria popolare la sua fonte d’ispirazione ideale.
La partecipazione alla fiera LISTE 2002 di Basilea e la contemporanea personale in corso fino a luglio da Pinksummer sono momenti particolarmente significativi della ricerca artistica di Dejanoff, che a LISTE ha presentato insieme alla galleria d’arte un’opera concepita appositamente per il capoluogo ligure: Franco Melis e Francesca Perazzelli (del gruppo di lavoro di Genova 2004) sono stati i protagonisti in carne ed ossa di un’installazione per la promozione dell’evento che tra due anni animerà la città.
Come è noto Genova sarà nel 2004 Capitale Europea della Cultura, ed ha trovato in LISTE e, grazie a Pinksummer, nell’imprevisto prestigioso contributo artistico di Dejanoff una splendida occasione di visibilità in un contesto particolarmente favorevole, nella città svizzera
Da Pinksummer, Plamen Dejanoff presenta il progetto Collective Wishdream of Upperclass Possibilities , dove il cambio di nome e di residenza (l’artista si è recentemente trasferito a Berlino) diventano il pretesto per sperimentare nuove identità e stili di vita, in un’epoca in cui non sono più gli oggetti a derivare dall’individuo ma, forse, viceversa.
L’identità composta dall’immagine ideale riflessa dalla comunicazione pubblicitaria, quindi, è ancora una volta affrontata dall’artista con la consueta spietata, geniale lucidità, con un approccio che Nicolas Bourriaud descrive efficacemente come “un’arte del riposizionamento ”. Un’arte di sopravvivenza, irridente e disperata, un’immersione consapevole – e forse in parte rassegnata – in una realtà decadente, invasa dall’onnipresenza violenta dei media e dell’economia.
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