Ogni anno una rappresentanza di fotografi europei viene invitata in Giappone con lo scopo di documentare la realtà nipponica odierna da una diversa prospettiva culturale. I loro reportage vengono esposti in una mostra itinerante allestita nelle Capitali Europee della Cultura (per questa edizione Lille e Genova) per poi tornare alle prefetture giapponesi dove sono stati scattati. Organizza il tutto Eu Japan Fest Commitee un’importante associazione nipponica che oltre a finanziare progetti di scambio economico e culturale, dal 1999 realizza con successo questo singolare progetto di collaborazione tra Europa e Giappone intitolato per l’appunto European Eyes on Japan/Japan Today.
La rassegna organizzata per il 2004 presenta una selezione degli scatti dei quattro fotografi prescelti: l’italiano Mimmo Jodice, lo svizzero Mathieu Bernard-Reymond, l’olandese Bert Teunissen, il francese Hugues Fontaine di tre diverse città poco conosciute dal pubblico italiano ed europeo quali Nara, Wakayama e Sendai.
Molto interessanti gli operati dei quattro artisti, ognuno dei quali indagando con il proprio stile e punto di vista coglie ed esalta con la propria arte gli aspetti ordinari di una cultura a noi per certi versi ancor lontana e misteriosa.
A rappresentare gli artisti durante l’inaugurazione lo stesso Mimmo Jodice, uno dei massimi esponenti della fotografia italiana che oltre a raccontare la sua esperienza al pubblico con grande disponibilità risponde alle domande dei visitatori in sala soffermatisi a guardare i suoi grandi scatti rigorosamente in bianco e nero.
Nelle fotografie di Jodice qui esposte ciò che viene rappresentato in primo luogo è il ritmo, l’ordine, non importa che il soggetto sia un paesaggio, un interno o la figura umana. Tutto sembra essere scandito e ripetuto. Egli stesso ci spiega di essere rimasto colpito dal gusto giapponese per l’ordine e la pulizia e il grande senso della collettività.
Del resto anche l’arte giapponese lo rispecchia e questo particolare è evidente anche negli scatti di Mathieu Bernard-Reymond, giovane artista svizzero che sviluppa e interpreta il ritmo attraverso la sua tecnica scegliendo scatti a colori e utilizzando la tecnologia digitale.
Gli scatti caldi e intimi che ritraggono più da vicino la vita quotidiana sono opera dell’olandese Bert Teunissen mentre Hugues Fontaine predilige il bianco e nero con punti di vista sorprendenti. Una bella mostra per Genova che con il Giappone ha una lunga e vivissima connessione attraverso il museo Edoardo Chiossone notoriamente conosciuto tra i più importanti in Europa.
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