Categorie: genova

fino al 21.V.2005 | Paolo Angelosanto – Me quiere mucho poquito nada | Genova, Rebecca Container Gallery

di - 29 Aprile 2005

Riconoscere sé stessi nell’altrui considerazione. Ricercare la propria individualità attraverso il confronto con l’altro, da cui far scaturire la forza di rinnovamento che conduce alla completezza e alla consapevolezza dell’ego. E’ al m’ama non m’ama adolescenziale, rito generatore ad un tempo di ansie e rassicurazioni, che Paolo Angelosanto (Saint Denis, 1973; vive a Roma e Napoli) affida le riflessioni sul processo di individuazione, necessità che accompagna l’essere umano per tutta la vita e che trova spesso nell’amore il cammino più naturale. L’amore inteso non come sessualità ma come eterna aspirazione di esistere per gli altri, di essere riconosciuti nei sentimenti, nei pensieri, nelle proprie esigenze. In più di dieci fotografie il simbolo più umile dell’amore, la margherita, è retta da mani piene di aspettative. Per essere spogliata dei suoi petali insieme, sembrerebbe, ai dubbi e alle certezze di chi l’ha colta.
In un video donne e uomini di età e nazionalità differenti intonano la cantilena “m’ama non m’ama” nella propria lingua, rendendo evidente l’universalità del bisogno d’amore. Ma nelle immagini di Angelosanto questa richiesta di attenzioni non ha destinatario, appare come riflessione solitaria, e lo sfondo scuro rende più marcata la sensazione di concentrata ricerca, di analisi del rapporto tra sé e il mondo.

I petali sfogliati e abbandonati a terra diventano il soggetto di un’altra rappresentazione, quella luminosa ed espressiva di una rinascita.
L’esposizione avrebbe dovuto arricchirsi di una performance che per motivi di spazio non ha avuto luogo e che avrebbe aggiunto una componente di interattività col pubblico. Una partecipazione a cui l’artista tiene particolarmente, nella convinzione che l’arte contemporanea debba uscire dal ghetto intellettuale e incontrare in maniera più diretta le persone, ormai persuase di trovare in altre forme espressive gli interlocutori e gli interpreti delle umane riflessioni. Un ruolo di cui l’arte deve riappropriarsi, essendo la forma meno mediata di comunicazione.
A differenza di Plamen Dejanoff (in questi giorni in mostra nel capoluogo ligure) che, finito il connubio artistico e sentimentale con Heger, individua nelle regole della comunicazione di massa, spettacolari e contingenti, la soluzione per ridefinire la propria identità, Paolo Angelosanto propone un percorso più intimo e romantico, utilizzando simboli che raggiungono lo spettatore in maniera inconscia e lo costringono ad uno sguardo all’indietro. Una riflessione su dinamiche vissute come personali, ma indubbiamente universali e senza tempo.

articoli correlati
Exibinterviste la giovane arte – Paolo Angelosanto
PlamenDejanoff-City branding Genova, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce

link correlati
www.paoloangelosanto.com

daniela mangini
mostra visitata il 23 aprile 2005


Paolo Angelosanto- me quiere mucho poquito nada a cura di Roberta Gucci Cantarini – 23 aprile- 21 maggio 2005, Rebecca Container Gallery Piazza Grillo Cattaneo 2R (centro storico) Genova – www.rebeccacontainer.com tel. 010 2543584 email info@rebeccacontainer.com – orario: giovedì – venerdì – sabato dalle 16 alle 19 o su appuntamento. biglietti: ingresso libero

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30
  • Arte contemporanea

La ex Factory di Andy Warhol a New York diventerà un negozio Uniqlo

A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…

4 Aprile 2026 9:30