Betty Salluce
A Milano, nello showroom Gaggenau DesignElementi Hub, la fotografia incontra il design e l’empatia prende forma. Punti di contatto – Restiamo in ascolto, la mostra di Betty Salluce curata da Sabino Maria Frassà e visitabile fino al 18 dicembre 2026, propone uno sguardo nuovo sul rapporto tra corpo e paesaggio. Promossa da Cramum e Gaggenau nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, l’esposizione mette in relazione le immagini con gli oggetti e le superfici dello spazio espositivo. Lo spazio si trasforma in un’esperienza sensibile e unica, che invita a riscoprire l’altro con delicatezza, superfici moderne e lineari si confrontano con le curve morbide delle immagini fotografiche.
Una grande mano aperta, pur rappresentata in toni freddi di grigio, appare comunque avvolgente e restituisce il senso del contatto, mentre la pelle trasmette calore, il tutto crea un contrasto suggestivo con l’acciaio e il vetro, in una fusione di materia e percezione, tecnica e sensibilità. La ricerca artistica di Betty Salluce si intreccia con il design e i valori dello spirito olimpico come coraggio e determinazione e rispetto ed empatia. In questa personale, le sue fotografie diventano piani tattili, attraversati dal filo, il ricamo è il gesto centrale, capace di unire e riparare.
L’artista lavora su collage fotografici realizzati da lei stessa, cucendo parti del corpo al paesaggio. Ventagli, dorsali e costolature si innestano nei luoghi, seguendone le forme e trasformandosi in mappe tattili in cui corpo e territorio diventano un tutt’uno. La stampa su ecopelle richiama l’epidermide, la sua trama assorbe il grigio e rende le immagini delicate e quasi tattili, come se volessero essere toccate.
In questo modo, la fotografia smette di essere solo superficie e diventa un luogo di prossimità, dove il filo segnala il passaggio dalla semplice osservazione a un contatto più intimo. Le cuciture restano visibili, rivelando il senso del gesto dell’artista, e diventano il collante che unisce tutto, come una cicatrice che tiene insieme la pelle ferita rendendola al tempo stesso più forte e sensibile, trasformandosi in un rito laico che tiene insieme ciò che il tempo e la distanza rischierebbero di separare, mentre i corpi si innestano nel paesaggio e si fondono emanando una sensazione avvolgente.
L’intera composizione è dominata dal grigio e dalle sue gradazioni, dalle tonalità più chiare a quelle più scure fino all’antracite, così che le immagini dialoghino con gli oggetti di arredo e il design, dove i colori freddi predominano senza mai risultare limitanti.
Per tutto l’anno, le opere continueranno a trasformare lo showroom in un vero e proprio laboratorio sensoriale, dove arte e design diventano strumenti per esplorare l’empatia. Punti di contatto – Restiamo in ascolto invita a creare legami sottili tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo, tra la curiosità e il rispetto per l’altro. L’empatia qui non è capire tutto dell’altro, ma scegliere di avvicinarsi, con attenzione, senza invadere.
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