A
un primo sguardo, ciò che viene da “pensare” davanti alla mostra sono le forme,
facilmente riconoscibili per chi ha studiato sui libri d’arte, del Costruttivismo
russo, dell’astrazione, del Concretismo. Ma c’è molto di più.
Le
opere, infatti, sono state realizzate site specific e, più che lo studio della
storia dell’arte, quello che sembra averne influenzato l’estetica è la comune
condizione di viaggiatori dei due artisti che le hanno realizzate: Sayler,
rumeno che, dopo aver subito la forzata emigrazione dalla sua città natale e
aver vissuto per un periodo a Bucarest negli anni ’70, si è trasferito in
Germania; e Marco Casentini, nella cui carriera è fondamentale il trasferimento
negli Stati Uniti.
Nell’ottica
di una vocazione irrinunciabile al nomadismo e come naturale reazione a essa
appaiono allora forme concrete, semplici e definite, che tradiscono la volontà
di dare un rigido e controllato ordine all’ambiente che ospita le opere.
Attraverso il mezzo della pittura sono descritte rassicuranti geometrie che si
esprimono nelle tele sagomate di Sayler e nei plexiglas di Casentini.
Il
rumeno espone Fuga ligure. Il progetto è
ispirato al tema della forma musicale della “fuga”, che “muove da un
progetto di intervalli regolari fra i segni basici di sua creazione, disposti
in rapporti prestabiliti sia nella linea orizzontale di continuità di visione
sia nella loro proporzione”, scrive
Marzia Ratti, curatrice della mostra. Nell’opera trovano equilibrio il rigore e
la fantasia, il controllo e la casualità, testimoniati da un lato dalla
modularità stabilita dalla scelta del numero cinque e dall’altro dal gesto di
lanciare i dadi che ne determina la messa in opera.
Nel
lavoro di Casentini è evidente l’influenza dell’arte minimalista. Il rigore
della composizione convive con vivaci scelte cromatiche e formali, che bene
descrive in catalogo Peter Frank: “Anche se compromette la sua eleganza
compositiva con un eccesso di elementi – linee, quadrati e rettangoli –
Casentini non arriva a tradire quell’eleganza e nemmeno a sconvolgere la sua
compostezza. Egli lavora per serie, non in modo seriale, ma ogni opera di una
serie ha la sua autonomia compositiva: nonostante tante opere si assomiglino,
nessuna ripete banalmente la struttura o il cromatismo di un’altra”.
Casentini
a Sarzana
alice
cammisuli
mostra
visitata l’11 luglio 2010
dal
22 maggio al 26 settembre 2010
Diet
Sayler – Ligurische Fuge/Fuga ligure
a
cura di Peter Frank
Marco
Casentini – All around
a
cura di Marzia Ratti
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti, 1 – 19121 La Spezia
Orario: da martedì a sabato ore 10-13 e 15-19;
domenica e festivi ore 11-19
Ingresso: intero € 6; ridotti € 4/3
Cataloghi disponibili
Info: tel. +39 0187734593; fax +39 0187256773; camec@comune.sp.it; camec.spezianet.it
[exibart]
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