La mostra scorre
lenta, fluida, in una penombra meditativa. Il simbolo è il cavalletto da
ripresa posto en plein air di fronte alle singole opere che, invitando il visitatore
al rituale dell’osservazione, esprime un riferimento alla pittura
impressionista, reso esplicito nei campi provenzali pullulanti d’insetti,
battuti dal vento o “sciolti” dalla pioggia. A questa circolarità di
luoghi e contaminazione dei sensi fa da contrappunto una rigorosa selezione di
antiche mappe geografiche tolemaiche, atlanti cinquecenteschi, rocce
preistoriche, anfore dal IX al VII secolo a.C., manufatti, reliquie, ex voto e
statuette nuragiche provenienti dall’ area tirrenica. Da citare la pergamena
miniata del 1564, finemente decorata, opera del cartografo Giacomo Maggiolo,
che si estende fino alle coste atlantiche europee e africane.
L’esposizione, a cura
del Museo di Archeologia Ligure e della Biblioteca Berio di Genova, s’intreccia
alla multimedialitĂ in un percorso parallelo, ben calibrato, a volte
integrandosi perfettamente, a volte affiancandosi con discrezione. E qui si
svela un paradosso: la tecnologia virtuale messa in moto da Studio Azzurro,
mirata a generare una sensorialità fittizia, una naturalezza “meccanizzata”,
ricrea l’illusione di una scoperta inattesa, imprevedibile, quindi viva e
reale, che si contrappone alla storicitĂ immobile degli oggetti nelle teche di
vetro in un continuo scambio tra materiale e immateriale, passato e presente,
corpo e spirito, alla ricerca di un equilibrio “instabile”.
Drammatica l’ultima
parte: il disfacimento silenzioso della Siria è trattato attraverso il tema
dello sguardo, gli occhi di pietra delle statue si reincarnano negli occhi
aperti/chiusi di uomini e donne per assistere impotenti a uno scenario
misterioso di cittĂ fantasma, erose dal vento, sospese nel nulla. Architravi,
colonne e capitelli si sgretolano mentre le ruote di legno sul fiume Oronte
continuano il loro secolare movimento.
La mostra si sviluppa
insieme a una serie di iniziative culturali che vedono Genova capitale del
Mediterraneo, collegamento strategico tra la sponda Nord e Sud, sede nel 2010
della Biennale del Mediterraneo. Il catalogo risale all’edizione partenopea del
2002 e presenta un saggio di Thierry Fabre e un ampio scritto di Paolo Rosa, tra i fondatori di Studio
Azzurro.
Meditazioni
Mediterraneo a Napoli nel 2002
L’omaggio
di Studio Azzurro a Fabrizio de Andrè
Meditazioni
Mediterraneo sul sito di Studio Azzurro
giovanni riga
mostra visitata il 9 settembre
2010
dal 9 settembre al
7 novembre 2010
Meditazioni
Mediterraneo. In viaggio attarverso sei paesaggi instabili
a cura di Studio
Azzurro
Palazzo Ducale
Piazza Matteotti, 9 – 16123 Genova
Orario: da
martedì a domenica ore 9-19 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso:
intero € 8; ridotto € 6
Catalogo
Silvana Editoriale
Info: tel. +39
0105574065; biglietteria@palazzoducale.genova.it; www.palazzoducale.genova.it
[exibart]
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
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