Categorie: Giro del mondo

Chris Dercon si dimette dal Volksbühne

di - 19 Aprile 2018
Chris Dercon si è improvvisamente dimesso dalla sua posizione di direttore del Volksbühne Theatre di Berlino dopo un tumultuoso incarico. Secondo una dichiarazione rilasciata oggi dalla città, Dercon e il senatore per la cultura, Klaus Lederer, “hanno concordato reciprocamente” le dimissioni immediate.
Dercon ha assunto il timone del prestigioso teatro da Frank Castorf, noto per la sua visione sperimentale durante i suoi venticinque anni di mandato. La nomina di Dercon, invece, era stata accolta con proteste varie al momento del suo annuncio, nel 2015.
In una lettera aperta scritta a giugno 2016, dopo un incontro con la squadra manageriale dell’istituto, i critici di Dercon avevano espresso preoccupazione per la direzione in cui pareva stesse andando il teatro. “Questo cambiamento rappresenta il livellamento storico e il degrado dell’identità. L’elaborazione artistica del conflitto sociale viene spostata a favore di una cultura del consenso estesa a livello mondiale con spettacoli uniformati su modelli di vendita. Mancherà tutto ciò che rende questo teatro unico: l’arte politicamente impegnata, un concetto specifico, un repertorio e un ensemble costante, e una visione per le potenzialità uniche dei laboratori presenti”, era scritto nella missiva poco lusinghiera.
Dopo che Dercon ha assunto la carica nel 2017, la sua leadership è stata accolta con proteste da parte degli attivisti, che hanno persino occupato il teatro per un’intera settimana. Alla fine, Dercon aveva presentato una denuncia penale contro i manifestanti e la polizia era dovuta intervenire.
“Il concept di Chris Dercon non ha funzionato come sperato, e la Volksbühne ha bisogno di un nuovo inizio”, si legge nella lettera uscita dal municipio della Capitale tedesca.
Ex direttore della Tate Modern di Londra, Dercon è stato anche a capo dell’Haus der Kunst a Monaco di Baviera e al Museum Boijmans Van Beuningen a Rotterdam, ed è stato direttore e fondatore del Witte de With.
Fonte: Artforum

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