Categorie: Giro del mondo

L’atleta conteso tra Usa e Italia

di - 17 Giugno 2018
Brutta tegola per il J. Paul Getty Museum di Los Angeles. Il tribunale presieduto dal giudice Giacomo Gasparini ha infatti confermato la sentenza del 2012, imponendo la restituzione della statua greca di bronzo raffigurante un giovane atleta in posa vittoriosa al Ministero italiano dei Beni Culturali.
La statua fu realizzata tra il 300 e il 100 a.C. e, secondo alcuni studiosi, potrebbe addirittura essere attribuita a Lisippo – artista preferito da Alessandro Magno, che ritrasse più volte, e considerato uno dei grandi innovatori della statuaria greca – oppure da ambienti a lui molto vicini. L’opera andò dispersa durante un naufragio di una nave romana nell’Adriatico e fu ritrovata solo secoli dopo, nel 1964, da pescatori italiani, che la portarono a Fano rivendendola poi a un antiquario, senza avvisare le autorità. Nel 1977, secondo quanto riportato dal Los Angeles Times, il Consiglio di amministrazione del Getty Museum la acquistò nel Regno Unito, per 3,95 milioni di dollari. Pochissimi sono i bronzi greci a grandezza naturale che ci sono arrivati e il Giovane vittorioso fornisce molte indicazioni sull’antica tecnica della colata di bronzo e anche per questo motivo è tra le opere più preziose dal Getty, esposta al Getty Villa, un’ala dedicata all’arte greca e romana. La querelle internazionale è in corso dal 1989, anno in cui per la prima volta il nostro overno chiese al Getty di restituire la statua, facendo affidamento su una legge italiana del 1939 che stabilisce che l’Italia può rivendicare qualsiasi antichità scoperta sul suo territorio. Il Getty ha sempre sostenuto che in questo caso non è possibile applicare tale legge, visto che la statua è stata scoperta in acque internazionali. Adesso la sentenza rimette tutto in discussione ma il museo americano non ci sta e ha fatto sapere che ricorrerà in cassazione: «La statua non fa parte dello straordinario patrimonio culturale italiano. La sua scoperta accidentale da parte di cittadini italiani non la rende un’opera dello Stato italiano, con il quale il bronzo ha avuto solo una connessione casuale. La statua inoltre è stata acquistata legalmente, dopo una attenta revisione delle leggi e una scrupolosa indagine sui venditori». Sull’argomento è intervenuto anche il ministro Alberto Bonisoli, che si trova ad affrontare una questione spinosa a pochi giorni dal suo insediamento e, contrariamente a quello che sembra essere il modus operandi dell’attuale governo, ha tentato la strada della diplomazia. «Al netto di un eventuale giudizio della Cassazione, il provvedimento di confisca per l’Atleta vittorioso attualmente esposto al Getty Museum mi sembra legittimo. L’auspicio è che si possa arrivare, attraverso un canale di diplomazia culturale, a un accordo con il Getty Museum utile a riconoscere la proprietà italiana della statua e a prevederne il rientro nel nostro Paese, in modi e termini reciprocamente vantaggiosi», ha commentato il ministro, che rilascerà una dichiarazione anche ai media americani. «L’annunciato ricorso in Cassazione da parte del Getty Museum non ci preoccupa affatto. Utilizzano tesi consunte, dibattute e giudicate. E sappiano che passati altri sei o sette mesi, i rinvii saranno finiti per sempre», ha detto, fiduciosa, il sostituto procuratore Silvia Cecchi.
Fonte: Artforum

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