Categorie: Giro del mondo

Olafur Eliasson nella nebbia

di - 19 Gennaio 2018
Olafur Eliasson si sentirà un po’ come se fosse capitato nel centro del ciclone. La prossima, grande mostra dell’artista danese, da sempre impegnato nell’ambito dell’ecologismo, si terrà al Red Brick Art Museum, aperto dalla coppia di collezionisti Yan Shijie e Cao Mei, nel 2014, a Pechino. E proprio in questi giorni, la millenaria capitale cinese è nuovamente sotto l’assedio di una pesantissima coltre di smog. Le ultime rilevazioni segnano un livello di concentrazione di polveri fini disperse nell’aria pari a 278 μg/m3. Per avere un’idea, il valore limite per la protezione della salute umana è di 25 μg/m3. E questi numeri faranno sicuramente riflettere Eliasson che, spesso, è riuscito a trovare l’elemento poetico di certi fenomeni naturali catastrofici, come quando, nel 2015, prelevò 12 imponenti blocchi di ghiaccio dal mare della Groenlandia, per farli disciogliere sul selciato della Place du Panthéon di Parigi, in concomitanza con la ventunesima conferenza della UNFCCC-Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. A Pechino, Eliasson era già stato nel 2010, all’Ullens Centre for Contemporary Art, dove portò un’installazione ambientale e immersiva, uno spazio nebbioso e illuminato da strisce fluorescenti rosse, verdi e blu, in collaborazione con Ma Yansong, tra i più influenti architetti cinesi. La nuova mostra aprirà il 25 marzo e troverà lo spazio adatto nei 20mila metri quadri del Red Brick, che l’artista ha conosciuto quando era ancora in costruzione. La storia infatti iniziò nel 2012, quando il museo era ancora in cantiere ed Eliasson ebbe modo di vederne il grande giardino, rimanendo sinceramente colpito, ha ricordato Yan Shijie ad Artnet. Da allora a oggi, Shijie e Mei hanno acquistato tre sue opere, Your sound galaxy (2012), Water pendulum (2010) e The blind pavillion, già vista alla Biennale di Venezia del 2003, che saranno in mostra al Red Brick, insieme a Rainbow assembly, originariamente al Samsung Museum of Art di Seoul, e a un’altra installazione inedita, appositamente pensata per gli ambienti del museo.
Fonte: Artnet
In alto e in homepage: Olafur Eliasson e Minik Rosing, Ice Watch, Place du Panthéon, Parigi, 2015

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