Categorie: Giro del mondo

Swatch tra Shangai e Venezia |

di - 16 Maggio 2017
Da sempre il noto marchio di orologeria ha dato spazio agli artisti per “colorare” i suoi Swatch.
Uno dei primi progetti è stato quello con Keith Haring al quale seguirono altre innumerevoli collaborazioni. A sostegno di questa volontà di cementare il rapporto tra Swatch e arte, nel 2011 si inaugura l’Art Peace Hotel di Shangai, con due piani interamente dedicati ai laboratori creativi e agli alloggi per gli artisti provenienti da ogni parte del mondo. L’hotel, ad oggi, ha ospitato oltre 250 artisti e di questi ben 5 li troviamo alla Biennale di Venezia, invitati dalla Swatch – partner commerciale – per portare la loro arte negli storici cantieri di una delle più prestigiose mostre di arte contemporanea del mondo.
Per “Faces & Traces”, esposizione presso le Sale d’Armi B dell’Arsenale, partecipano Cedric Van Parys, Yuan Jinhua, Virginie Litzier e Rodan Kane Hart. Il quinto artista propone invece nell’area Giardini del padiglione Swatch “Colourfall”, un’installazione monumentale di 14 metri per 4 di altezza con un lavoro di dripping, con oltre mille tonalità di colori diversi, realizzata in 75 giorni di lavoro nel cuore della Biennale e trattata come un vero e proprio paese tra il pavilion dell’Albania e quello di Singapore. Lui è Ian Davemport che, dalla tecnica utilizzata per quest’ultimo lavoro, trae lo stile per la produzione del nuovo orologio Swatch della serie Art Special 2017 dal nome “Wide Acres of Time” – frase estratta da una poesia di suo fratello. Si tratta di un orologio in edizione limitata (1.966 pezzi) realizzato con coloratissime strisce sul cinturino e sulla cassa, caratteristiche della sua pittura cromaticamente molto ricca. Qui l’artista ha a che fare per la prima volta con un pezzo talmente piccolo da poter essere indossato e lo presenta in una confezione molto speciale. Il direttore creativo della Swatch, Carlo Giordanetti, dichiara che i cinque artisti sopra citati sono la testimonianza di una capacità di dialogare e tra di loro collaborare nonostante linguaggi differenti: lo Swatch Faces infatti incoraggia lo scambio culturale attraverso la stessa arte contemporanea. (Uros Gorgone)

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