Categorie: Il fatto

Bizzarro Bizzarri | al Palazzo Ducale?

di - 10 Agosto 2017

Non c’è che dire. Questa è l’estate del “caso Genova”. Dal clamoroso risultato alle ultime elezioni amministrative, con la svolta epocale a centrodestra della città rossa per antonomasia, quella del PCI, del porto e dei camalli. Passando per il sequestro dei presunti falsi alla mostra su Modigliani a Palazzo Ducale. Fino alla recentissima nomina di Luca Bizzarri, attore e presentatore tv (in coppia fissa con Paolo Kessisoglu), alla presidenza della Fondazione Palazzo Ducale, il principale centro di produzione culturale di Genova. Ed ecco così che il capoluogo ligure, candidato sul crinale dello scorso giugno a “laboratorio politico” nazionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, è assurto invece a palcoscenico dell’ennesimo teatrino della politica nostrana e non solo. Questa volta ci si è messa di mezzo, infatti, anche una buona parte del mondo della cultura e del sistema dell’arte. Quelli che, subito dopo comprensibili reazioni di stupore e legittime perplessità, hanno sbrigativamente bollato la nomina di Bizzarri come una scelta “da red carpet”. Stigmatizzandone il profilo troppo televisivo rispetto agli autorevoli predecessori, la chiara incompetenza in materia d’arte, la scarsa conoscenza di settore, l’assenza di una formazione storico-artistica. Ma forse la materia del contendere cesserebbe, o perderebbe sensibilmente d’interesse, riflettendo su quello che possiamo immaginare sia il mandato affidato al neopresidente dai mandanti politici della sua nomina, vale a dire il Comune di Genova e la Regione Liguria. Nomina che, occorre premettere, è anche accompagnata dal plauso dell’opposizione PD, l’unico motivo di accordo col centrodestra da oltre due anni a questa parte in città. E scusate se è poco nel Bel Paese delle eterne e pregiudiziali contrapposizioni “ideologiche”, sempre, dovunque, a ogni costo.

Chiariamo subito cosa Bizzarri sicuramente non farà. Non si occuperà dell’attività scientifica. Perché, statuto alla mano, non spetta al presidente, ma a un direttore che, sempre da statuto, “deve essere dotato di specifica e comprovata esperienza nella gestione in ambito culturale”, e a un comitato scientifico composto da “membri scelti e nominati (…) tra personalità particolarmente qualificate e di riconosciuto prestigio in ambito culturale”.

Bizzarri, invece, si occuperà a titolo gratuito (il suo incarico a oggi non prevede compensi) probabilmente di comunicazione e marketing. Con una formazione all’attivo di tipo teatrale, ma anche televisiva e giornalistica, legata a network nazionali e caratterizzata da modernità e innovazione. Che potrà certamente contribuire ad attirare un nuovo pubblico nelle solenni sale di Palazzo Ducale. A partire dai più giovani, dall’inafferrabile generazione dei Millennials. E, perché no, a portare a casa qualche sponsorizzazione in più. D’altronde questo stesso mandato attende, il prossimo 1° gennaio 2018, pure Carlo Antonelli, neocuratore del Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova. Anche qui, ancora una volta, la scelta è caduta su un outsider. In questo caso un giornalista ed ex direttore di riviste come Rolling Stone, Wired e GQ. E anche qui, ancora una volta, sono seguite le immancabili polemiche.

Eppure sono pochi, a memoria personale, coloro che negli anni trascorsi hanno puntato il dito contro presidenti e curatori, rigorosamente storici dell’arte, casomai con tanto di toga accademica, che hanno avvallato per esempio le “mostre botteghino”, con il solo scopo di fare cassetta, in barba molto spesso non solo al rigore scientifico, ma anche alla dignità stessa degli artisti esposti e al rispetto dovuto al pubblico pagante. A cominciare da alcuni mostrifici dedicati agli impressionisti. Che qualcuno si è limitato a liquidare con la boutade “il sonno della ragione produce mostre”.

Forse gli outsider sono contestati per questo, perché più indipendenti dalle solite e collaudate consorterie, dai partiti politici. Perché imprevedibili, spesso con poca puzza sotto il naso. Con tanta voglia di fare. Pertanto scomodi, addirittura pericolosi per alcuni. E proprio per questo motivo, a quanto pare, sempre più necessari. (CBS)

Visualizza commenti

  • Ma come gli artisti possono buttarsi in tutti i campi dalla sociologia alle fantascienza e poi non lasciamo che un simpatico comico li gestisca un poco, tanto i curatori curano soli i propri interessi e quelli degli amici, soprattutto se sono galleristi, per cui per male che va arrivano veramente delle novitĂ  :)

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identitĂ  femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30