Categorie: Il fatto

Tutta la vita davanti

di - 1 Agosto 2015
Piano salvagente, o piano salvagiovani. O semplicemente servirebbe un piano per un “si salvi chi può”. L’allarme stavolta viene dal mondo del lavoro, con i dati di Uil (sede di Benevento) e quelli dell’Istat, che ha fissato record negativo per l’occupazione in Italia. Ovvero che di occupazione, specie nel settore giovanile, non ce n’è.
Più volte abbiamo commentato che per i giovani, forse, sarebbe più utile sudare per il famoso “pezzo di carta”, piuttosto che sgobbare alla ricerca di un’occupazione precaria, ma tant’è.
Pare anche che, il 44 per cento dei disoccupati giovani italiani, sia salito di 2 punti percentuale solo nel passaggio tra lo scorso maggio e giugno, con un totale di 85mila senza lavoro nell’ultimo anno.
Una flessione verso il basso, anche se in realtà la forbice rispetto al 2014 pare essere sottile (meno 0,2 per cento).
Ma se mentre l’Istat osserva che l’aumento dei disoccupati nell’ultimo anno è anche “associato a una crescita della partecipazione al mercato del lavoro, testimoniata dalla riduzione del numero di inattivi”, il che significa che si “lavora” anche gratuitamente, ma si svolgono attività, secondo la Uil l’aumento dei disoccupati “è ai massimi storici, considerate anche le politiche volutamente introdotte dal Governo per promuovere e incentivare assunzioni”. Mancano insomma gli incentivi per le aziende ad assumere, schiacciate da tasse, fiscalità e regolamentazioni in primis. E che magari tendono allo “sfruttamento” della manodopera già assunta.
Il gatto continua a mordersi la coda, e che cosa faranno queste schiere di giovani con tutta la vita davanti, ma dal futuro completamente grigio? Ma non c’era qualcosa mettesse un freno al problema in quello strano “sblocca Italia” di cui oggi si è smesso di parlare? (MB)

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