Categorie: Il fatto

Tutto da rifare

di - 10 Giugno 2015
Matteo Renzi, pochi giorni fa al Forum delle Idee di Genova, aveva ammesso l’autogol: «Io non faccio tutto bene». Già questa partenza la dice lunga sulle idee e sulla fermezza con cui il Premier si era battuto per la sua riforma della scuola, che ora sembrano sbriciolarsi come un castello di sabbia sotto il peso dell’incostituzionalità, secondo il voto del Senato.
La scuola non è intoccabile, anzi, ma non è andato giù l’affare delle 100mila assunzioni dei precari “storici” che non rispetterebbero però la posizione dei docenti di seconda fascia iscritti alle graduatorie, rimasti fuori dal piano, né tantomeno l’idea dei super poteri ai presidi, ai quali sarebbe affidata la chiamata diretta dei professori dagli albi territoriali in cui verrebbero collocati tutti i nuovi insegnanti e anche quelli già di ruolo che chiedono il trasferimento. Già la scuola italiana è stata malata di clientelismo, e con queste premesse si rischia quello che è stato definito un vero e proprio “mercanteggiamento” sotto banco.
Insomma, la scuola è da rifare, ma non a questi patti. Difficile credere, ora, che le soluzioni siano a portata di mano, ma altrettanto difficile era poter credere che un numero abnorme come 100mila insegnanti precari potessero trovare un collocamento immediato in qualsivoglia istituto.
Anche in questo caso però la scuola ieri è sembrato essere l’ultimo dei problemi: il problema (e il gaudio per alcuni) è che il governo è stato battuto al primo voto, nonostante la disponibilità ad un nuovo dialogo (ma va?!) rimarcata nelle ultime ore dal Premier.
Tra i più gaudenti il Signor Renato Brunetta, che dalla sua pagina twitter ha lanciato un “è il Vietnam, bellezza!”, rivolto a Matteo Renzi. Belle parole, al solito, indice che la scuola (nel senso dell’educazione) non dovrebbe mai essere finita. E invece il risultato del post-diploma, diciamo così, è sotto gli occhi di tutti. Quando si inizierà una discussione seria sul tema, senza perdersi nella messa in pratica di impossibilità (un po’ come l’ormai celeberrima “biblioteca dell’inedito” lanciata da Franceschini, con tutto quello che ci sarebbe da fare nei beni culturali) e facendo i conti con la realtà di quello che è stato uno degli enti più fragili dello stato italiano degli ultimi decenni, piegato da volontà politiche e idee decisamente discutibili? (MB)

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Una mostra a Roma dà forma a ciò che sfugge alla comunicazione

Rituali, incomunicabilità e memoria personale, nelle stanze di Spazio Studi Arte, a Roma: il progetto Roommates torna per il quarto…

15 Maggio 2026 17:40
  • Mostre

Dalle Nuvole di Aristofane al contemporaneo: a Piacenza la mostra che reinventa un’ossessione millenaria

Il tema atavico delle nuvole è al centro della mostra collettiva di XNL Piacenza, dove venti artisti trasformano un'immagine antica…

15 Maggio 2026 17:20
  • Mostre

Raccontare la diversità come bellezza: a Venezia nasce il Palazzo delle Arti e delle Culture

Con l’apertura del Palazzo delle Arti e delle Culture (PAC) a Palazzo Erizzo Nani Mocenigo, la Fondazione Giancarlo Ligabue istituisce…

15 Maggio 2026 16:40
  • Progetti e iniziative

A Venezia, le sculture specchio di Anne de Carbuccia riflettono sulla post-verità

Negli spazi di Brun Fine Art a Venezia, Anne de Carbuccia presenta una serie di sculture specchianti che riprendono l'immaginario…

15 Maggio 2026 15:46
  • Mostre

Turning to the light: artisti internazionali in mostra a Sorrento sul tema della luce

A Villa Fiorentino di Sorrento inaugura Turning to the light, una mostra collettiva sul ruolo della luce nell’arte contemporanea, che…

15 Maggio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

VALIE EXPORT: cinque opere estreme per cui ricorderemo la pioniera femminista

Da Genital Panic a Syntagma, cinque opere fondamentali per rileggere la ricerca radicale di VALIE EXPORT, pioniera dell’arte femminista e…

15 Maggio 2026 12:30