A Roma, il simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto diventerà il risultato di un’azione collettiva costruita dalle opere di centinaia di giovani artisti. Il prossimo 14 giugno, Piazza del Popolo ospiterà infatti una grande performance partecipativa promossa nell’ambito di Chiamata alle Arti, progetto che coinvolge studenti e borsisti delle Accademie di Belle Arti italiane e internazionali e dei Licei Artistici.
L’iniziativa nasce in collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte e invita i partecipanti a contribuire con una propria opera alla costruzione del celebre segno ideato da Pistoletto, una rielaborazione del simbolo dell’infinito in cui un terzo cerchio centrale rappresenta l’equilibrio possibile tra natura e artificio, tra dimensione umana e innovazione tecnologica, tra responsabilità individuale e trasformazione collettiva.
L’appuntamento prenderà avvio alle 17 con l’accoglienza delle opere e dei partecipanti. Tele, fotografie, disegni, sculture e lavori realizzati con tecniche differenti saranno progressivamente disposti nello spazio della piazza fino a comporre il grande simbolo del Terzo Paradiso. Parallelamente, cittadini, artisti e visitatori saranno invitati a prendere parte a una catena umana che contribuirà alla dimensione performativa dell’evento.
La costruzione dell’installazione pubblica sarà preceduta da una serie di interventi istituzionali che vedranno coinvolti rappresentanti del Comune di Roma, della Fondazione Pistoletto, di Chiamata alle Arti e di BAM ARTE, l’associazione che cura l’organizzazione dell’iniziativa. L’intera azione sarà documentata attraverso fotografie e riprese video realizzate anche dall’alto.
Il progetto è curato da Giulia Abate, Delfina Bergamaschi e Francesco Saverio Teruzzi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Municipio I Roma Centro e con il sostegno della Regione Lazio. A sostenere l’iniziativa sarà anche il progetto Documenta.LIVE di Luca Rossi, che interpreta l’evento come un momento di attivazione del concetto di Terzo Paradiso e di riflessione sul tema della responsabilità condivisa nella produzione culturale contemporanea.
L’azione romana costituisce inoltre uno degli appuntamenti che precedono la mostra Chiamata alle Arti 2026, prevista a fine settembre negli spazi del WeGil di Roma e promossa dalla Regione Lazio. Un progetto che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo come piattaforma di confronto e visibilità per studenti e giovani artisti provenienti dalle istituzioni AFAM.
«Il Terzo Paradiso è un segno potente perché ci riporta al concetto di trinamica: la possibilità che dall’incontro tra elementi diversi nasca una terza dimensione, nuova e generativa», ha dichiarato Silvia Giulia Ghia, assessora alla Cultura del Municipio I Roma Centro. «In questo senso, sono proprio i rapporti umani, le relazioni tra persone, comunità e istituzioni, a interpretare nel modo più autentico questo principio. Portare questo simbolo nel cuore del Municipio I significa affermare una visione della cultura come pratica viva, partecipata, capace di unire arte, cittadinanza e cura del territorio».
Sulla stessa linea anche Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I Roma Centro: «Accogliere un progetto come il Terzo Paradiso significa valorizzare il nostro territorio non solo come scenario, ma come spazio di partecipazione e responsabilità condivisa. È questo il senso del nostro impegno: costruire occasioni in cui cittadini, scuole, associazioni e istituzioni possano riconoscersi in un’idea comune di città».
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