Categorie: in fumo

in fumo_recensioni | I piccoli ruscelli

di - 19 Novembre 2008
Due canne danzano sulla riva di un fiumiciattolo, in attesa della preda giusta: dita rugose serrano i manici con tocco professionale e labbra raggrinzite compongono beati e divertiti sorrisi. Emile ed Edmond, amici da sempre, conducono una vita leggera e cadenzata dalle piccole certezze di una cittadina della provincia francese, situata al limite tra il mare, la campagna e l’asfalto in crescita. Due pensionati che si perdono tra i dialoghi al bar davanti a un bicchiere di bianco, mischiandosi a una fauna di avventori cordiali come i parenti in visita e rudi come solo i compagni di bevute sanno esserlo.
Due amici che percorrono la loro strada, stando ben attenti a non cadere nell’inerzia che solo l’attesa di una morte dolorosa può regalare e attenuando le perdite degli affetti o la lontananza dei loro cari con ottimi “surrogati”: Emile con il suo gatto e Edmond con la sua pittura. Ma i quadri di quest’ultimo non ritraggono aulici paesaggi d’Oltralpe o piccole nature morte create sul tavolo di cucina, soggetti indubbiamente affini all’apparente ingenuità dell’anziano pittore.
Le tele contengono nudi artistici di donne, conosciute tramite una fantomatica agenzia d’incontri, e amate da Edmond. Questi ritratti dolci, passionali, sanguigni e sorprendenti, e questo inusuale hobby, colpiscono Emile, spettatore perplesso della gallery, rendendolo, in un primo momento, contrariato e alfine convinto, grazie anche alla narrazione dell’amico, della loro bellezza. Il desiderio e la raffigurazione del corpo femminile fuoriescono così da queste pitture, riportando l’anziano Emile a un mondo di sensualità mai dimenticato e sopito troppo a lungo.
Quando la morte coglie Edmond davanti alla stesura dell’ennesima tela, Emile diventa, suo malgrado, portavoce del triste evento presso le modelle ritratte dal “maestro”. Ma le cose hanno preso a scorrere dentro di lui, e i suoi approcci alle situazioni rivelano nuovi e inusuali modi. Emile decide, poco a poco, di farsi trascinare dalla corrente e di lasciare il suo quieto vivere a favore di momenti improbabili e surreali.
Comico, tragico, poetico ed essenziale nel suo narrare, il piccolo grande spaccato di vita di Pascal Rabaté giunge agli occhi e alla mente come un vento di primavera in quello che, da sempre, la società considera l’inverno dell’esistenza umana. Emile è un ultrasettantenne che rifugge dal suo stato di vedovo, di nonno, di vecchio padre, iper-controllato dal figlio apprensivo ma mai realmente presente. Rifugge da tutto questo, scegliendo di intraprendere un viaggio (all’inizio considerato, quasi tristemente, “l’ultimo”) che varia continuamente e lo porta a finali e situazioni insperate nel timido approccio iniziale.
Con un tratto semplice, a metà tra il bozzetto grafico spezzato da colori vivaci e caldi e un’illustrazione quasi fotografica di pensieri e istantanee di vita, I piccoli ruscelli lascia un retrogusto di speranza, condita da un dolce sorriso insieme al concetto di cambiamento improvviso e da una rottura totale degli schemi imposti.
Come un piccolo sasso che, colpendone altri, causa una valanga, il mondo di Emile scorre sempre più veloce, accumulando sensazioni travolgenti. Una valanga di pensieri e di parole che spazza via un mondo apparente, creando uno spazio nuovo dove far crescere e coltivare la voglia di vivere che risiede in ognuno di noi.

matteo benedetti

la rubrica in fumo è diretta da gianluca testa


Pascal Rabaté – I piccoli ruscelli
Lizard, Roma 2008
Pagg. 96, ill. col., € 19,50
ISBN 9788861670164
Info: la scheda dell’editore

[exibart]

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