Categorie: in fumo

in fumo_recensioni | Macanudo

di - 7 Luglio 2010
La striscia a
fumetti accompagna la vita di ognuno di noi: partendo da Schultz
e i suoi Peanuts, passando per Quino e una bambina di nome Mafalda, fermandoci ad assaporare Johnny
Hart
,
responsabile del Mago di Wiz
e B.C. per poi scendere nella “combattività” di Doonsbury solo per citare alcuni esempi (da
cui non possono esser esclusi i nostrani Lupo Alberto
e Sturmtruppen), il nostro occhio è allenato al
concetto di striscia. Forse non al pari degli altri paesi, dove i giornali
(quotidiani, settimanali, mensili) ospitano da sempre uno spazio per questo
tipo di fumetto, educando il lettore a uno stile di narrazione che non ha
eguali nel variopinto mondo delle nuvole parlanti.

Quelle quattro
vignette, blocco fisico sia per la creatività visiva che per la capacità di
saper raccontare, hanno la splendida capacità di regalare in one shot
umoristici e graffianti come, al
tempo stesso, momenti di riflessione e poetica pura. La continuità pressante
sotto forma di richiesta giornaliera da parte dei giornali che le pubblicano
completa il quadro, regalando un laboratorio continuo di idee e produzione che
caratterizza fin dall’inizio lo stile dell’autore della striscia.

E in un mondo
dominato da strip americane, l’incontro con l’arte di Liniers
è un momento di puro stupore e
gradevolezza poetica. Argentino, influenzato dai grandi maestri (i sopracitati
Quino e Schultz e il geniale Bill Watterson
) e fortemente dedito a citarli e
riarrangiarli nel suo lavoro, il trentenne di Buenos Aires ha il merito di
riadattare i quattro blocchi standard al suo gusto per il surrealismo e per il divertissement
, ricavando uno spazio ben
delimitato dove si dimostra unico e irripetibile.


A un classico
umorismo effervescente e immediato, Liniers aggiunge infatti una punta onirica
e visionaria di non facile approccio: nelle sue strisce troviamo personaggi
fissi che riescono a strappare un sorriso, così come lasciar interdetti per
un’assenza apparente di ironia o umorismo. L’argentino non cerca infatti un
contatto diretto con il lettore: lo accarezza e lo invita a comprendere il suo
mondo, ma non per questo vuole essere esplicito e “facile” nel mostrare tutte
le sue sfumature.

Ed ecco la
differenza del suo stile rispetto ad altri suoi onorati colleghi: l’implicita
lettura che può fuoriuscire dalle pagine che ospitano i suoi personaggi del
“fantastico” (Macanudo
per l’appunto). Una lettura che può ricorrere anche ad altre forme
artistiche, come una sorta di “visione fotografica” dell’esistenza, ovviamente
trattata con un surrealismo unico, così come all’immediatezza della poesia o
dell’aforisma.

I personaggi di
Liniers sono i pensieri stessi dell’autore, che molto spesso tralascia il
canone narrativo standard per ricondurli alla pura e semplice espressione di
stati d’animo. Il risultato è un universo dove Enriqueta, il gatto Fellini, il
robot emotivo, i pinguini, i folletti e tanti altri piccoli spunti umani (e
non) si affacciano e vivono con profondità introspettiva attraverso l’arte
dell’autore argentino.


Per regalare al
pubblico questo insieme di pensieri, surrealismi e visioni, Liniers sceglie
inoltre un tratto poco morbido e assolutamente diretto: i suoi personaggi sono
linee che giungono dal passato, conservano un non so che di vintage
e anche in questo Liniers si
dimostra inusuale, controcorrente e di non facile presa per lettori abituati a
determinati canoni grafici.

Tutto questo è Macanudo. Tutto questo è Liniers. Una
prova d’arte che va oltre il conosciuto, che riesce a trasformare uno standard,
rendendolo incredibile, improbabile e fortemente poetico. Un universo che sogna
e fa sognare. E, a volte, concede una punta di commozione.

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Liniers
a Bologna

matteo benedetti

la rubrica in
fumo
è diretta da
gianluca testa


Liniers –
Macanudo. Vol. 1

DOUbLe
SHOt, Carmignano (PO) 2009
Pagg. 100
pagine, € 13,90 euro
ISBN
9788896064122
Liniers –
Macanudo. Vol. 2

DOUbLe
SHOt, Carmignano (PO) 2009
Pagg. 96, €
13,90
ISBN
9788896064184
Info: la scheda
dell’editore

[exibart]

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