Categorie: in fumo

in fumo_recensioni | The Exterminators

di - 4 Giugno 2008
A Los Angeles fa caldo. I muri della gigantesca suburbia sono pieni di crepe e le tubature non reggono. Attraverso questi spacchi fuoriesce la realtà sotterranea che si ciba dei nostri scarti: gli scarafaggi. Piccoli, brutti, onnipresenti, scivolano lungo i muri e coprono i colori delle nostre linde pareti con una gigantesca onda nera in perenne e folle movimento.
Henry James è in libertà vigilata: se dimostrerà di trovare un lavoro decente e di saper rispettare le regole, ogni cosa andrà per il verso giusto. Quale miglior modo quindi di rientrare nella vita di tutti i giorni, se non accettando l’impiego gentilmente offertogli dal compagno della madre, titolare di una ditta di disinfestazione? Un compito che lo porta a immergere fino in fondo le mani nello sporco della società, resistendo ai conati che salgono dalle sue viscere. Una mansione che lo accoglie nel microcosmo di individui che ruotano intorno al suo lavoro: il padrone, che lo accetta come un figlio, lo scienziato che segue i processi di sterminio chimico delle bestie indesiderate, e i “guerrieri del DDT”, avanzi di galera e rifiuti sociali legati a filosofie alquanto stralunate, permeati da un bieco moralismo o da un bisogno continuo di sfogo ormonale.
Sono loro a cui spetta il compito di eliminare gli sgraditi ospiti delle abitazioni. Il loro nome? The Exterminators. E quando Henry si leva al mattino, posando gli occhi sulla sua ragazza intenta a prepararsi per un’altra giornata nella “linda” multinazionale, produttrice di agenti chimici per disinfestazione, si sente morire: detesta quel lavoro e non vuole che diventi l’unica possibilità della sua vita. Ma le cose prenderanno una piega diversa, una volta che la miglior arma per lo sterminio degli scarafaggi diverrà una sorta di steroide assimilabile e rinforzante per questi viscidi animali: giù nelle strade dimenticate dal benessere da vetrina di Hollywood qualcosa cambierà e gli exterminator si troveranno, loro malgrado, a dover salvare tutto. Come? Con la loro arte innata di risolvi-guai.
Opera prima di Simon Oliver, inizialmente concepita come uno script per una serie televisiva e figlia delle matite di Tony Moore, disegnatore già noto al pubblico italiano per il tratto nella zombie-saga The Walking Dead, The Exterminators è un viaggio nei bassifondi della società, negli anfratti putrescenti di un mondo sporco, sia dal punto di vista morale che fisico. Un mondo che si ribella e sale verso l’alto attraverso le creature che più lo rappresentano: gli insetti. Disgustosi, comuni e adattabili a ogni tipo di situazione, avanzano con la forza stessa della corrosione umana che li circonda.
Oliver raffigura una realtà deviata che rigurgita elementi nauseanti, inserendo pennellate di piani divini intenti a colpire l’umanità o una fine del mondo imminente per una visione ancor più alienante e distorta. Moore, dal canto suo, visualizza il tutto con il suo tratto realistico e fortemente a stelle e strisce, regalando pagine memorabili (la visita all’Asylum può essere un esempio lampante).

Saga adorabile e “ributtante”, con dialoghi-omaggio a Tarantino (AJ, collega di Henry, ha una perfetta dialettica e fisionomia pulp), The Exterminators conquista il lettore e lo diverte con improvvise impennate di splatter, per cogliere in contropiede qualsiasi tipo di emozione. Consigliato agli amanti del pulito.

matteo benedetti

la rubrica in fumo è diretta da gianluca testa


Simon Oliver & Tony Moore – The Exterminators n. 1. Vita da scarafaggi
Planeta De Agostini Cómics, Barcelona 2008
Pag. 128, ill. col., € 9,95
Info: www.planetadeagostinicomics.it

[exibart]

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