Categorie: in fumo

in_fumo | Self Made Cartoonist

di - 12 Maggio 2006

Fumettista di talento, web designer, aspirante regista, un romanzo grafico su Giordano Bruno e collaborazioni con Beppe Grillo, Piero Pelù, The Cranberries, Gillian Anderson. È Maurizio Di Bona, disegnatore autodidatta e tuttofare nato a Napoli 35 anni fa.
Resta difficile capire come faccia a mantenere così tante collaborazioni. Come altri giovani autori Di Bona è agente di se stesso. E non ha peli sulla lingua. “Chi riveste ruoli istituzionali -dice- non riesce come dovrebbe a sostenere i giovani autori. Chi sta sulla poltrona di comando soffre spesso di inettitudine. E poi c’è chi continua a non considera il fumetto come una straordinaria forma d’arte dalle potenzialità enormi che merita attenzione e considerazione”. Le case editrici, il mercato, i lettori, gli stessi autori. Chi ha più responsabilità? “Le più grandi -risponde Di Bona- sono di chi, potendo, non fa nulla perché questa situazione stagnante lasci il posto ad un terreno fertile in cui seminare. Se il mercato fosse più attento alle produzioni interne piuttosto che a quelle nipponiche e statunitensi, forse sarebbe diverso”.
Il disegnatore napoletano sa bene che la promozione di ogni lavoro parte dallo sviluppo di un buon sito. Valutando pro e contro del fumetto nell’era di internet, Maurizio Di Bona fatica ad individuare gli svantaggi. Anzi. “È dalla rete -precisa- che potrebbe avvenire il riscatto del fumetto. Perché innanzitutto permette ad un autore di farsi conoscere a costo zero. In secondo luogo costituisce una piattaforma ottimale per definire profili a portata di lettori interessati. Un passaggio indispensabile per l’eventuale salto nel cartaceo”.

Impossibile dargli torto. Lo dimostrano le esperienze recenti. Di Bona (come altri autori del calibro di Vauro, Vincino e Maramotti) ha collaborato con Par Condicio, settimanale di satira “bifronte” diretto da Massimo Caviglia e scomparso dalle edicole dopo pochi mesi perché nessun editore ha voluto investire nel progetto. Sono lontani i tempi di Frigidaire, Il Male, Cannibale, Cuore, Comix, Totem e tutti gli altri. Le pubblicazioni periodiche di satira stanno vivendo un lungo e imbarazzante letargo difficile da giustificare. “Stesso tasto dolente. In questo caso parliamo di supporti di satira politica, sempre più sgraditi a chi non ama essere smascherato. È una vergogna che l’Italia non abbia una sola testata nazionale di satira non solo politica, ma anche televisiva e di costume”. Ma non sono soltanto le menti opache ad impedire la resurrezione di probabili gloriose testate. Spesso si mettono di mezzo gli stessi autori, che faticano a creare nuove collaborazioni (fatta eccezione per il gruppo di Canicola). Una questione di sopravvivenza o d’individualismo? Per Maurizio Di Bona esistono entrambi i fenomeni. “C’è chi è disposto a tutto pur di pubblicare” dice. Sviluppare un’idea, disegnare, aggiornare i siti, promuovere il proprio lavoro. Tante cose da fare e una sola persona. Per capire le mosse del self made cartoonist occorre partire dai racconti delle esperienze concrete. Ad esempio i Cranberries. Di Bona è andato a cercarli fino a Limerick, in Irlanda. Non c’è riuscito. Ma alla fine è stato il loro manager a contattarlo dopo aver visto su internet alcuni suoi disegni. La proposta? Creare materiale per il merchandise del tour Stars.

È poi la volta di Gillian Anderson. Di Bona ha iniziato leggendo per caso la sua biografia in una libreria irlandese ed è finito col disegnare tavole che poi la Anderson ha firmato e messo all’asta per sostenere la Fondazione contro la Neurofibromatosi. Il nome di Maurizio Di Bona compare inoltre nel booklet dell’album UDS di Piero Pelù e sul blog di Beppe Grillo. “Tutta colpa di Mina, ironizza Di Bona. “Invitò Grillo a tener alta la fiaccola della verità e dell’informazione e io immortalai il momento. La vignetta suggerì a Grillo di chiamare a raccolta altri disegnatori e vignettisti per illustrare i post del blog”.
Per il disegnatore napoletano c’è spazio anche per nuovi progetti. L’ultimo è Diane999, “un romanzo grafico fatto di vite parallele, di arpe, combattimenti, dimensioni oniriche, reincarnazione e fantasmi…”. Auguriamogli di pubblicare presto i suoi ultimi lavori. E concludiamo prendendo in prestito la sua firma d’arte, legittimo tributo alla mano che compie il lavoro sporco e che, barando sulla pronuncia, suona come la fine. Questo è TheHand.

link correlati
www.thehand.it
www.alkemik.com
www.diane999.com
www.thenolan.it
www.alkemik.com/thehand/thehandfor.htm

gianluca testa

*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 29 – marzo/aprile 2006

[exibart]

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