Tutto comincia in una scuola superiore americana dove un giovane studente secchione ottiene un appuntamento con la ragazza di cui è innamorato che, va detto, ha deciso di sfruttarlo per farsi fare i compiti. L’incontro è fissato in una caffetteria e durante la lunga attesa il giovanotto beve un caffè dopo l’altro. Sarà proprio il caffè, ricavato da piantagioni transgeniche irrorate di ddt e accidentalmente esposte a radiazioni cosmiche a trasformarlo in un bizzarro supereroe dalla tazzina sulla testa. Iniziano così le avventure di Too Much Coffee Man di Shannon Wheeler, supereroe ipercaffeinato che affronta imprese epiche, come scegliere la carta igienica al supermercato cercando logicità nella figura illustrata sulla confezione. In realtà l’eroe caffeinomane non ricalca il modello della parodia classica, forse non è nemmeno una parodia vera e propria e proprio questo lo rende decisamente originale: Too Much Coffee Man più che tentare di salvare il mondo monologa rivolto ai lettori cercando di risolvere grandi quesiti filosofici, senza dimenticare di dare qualche consiglio per azzerare il debito nazionale. Tra una storia e l’altra l’eroe ne approfitta per illustrare ai lettori i principi dell’effetto placebo mentre delega a un cane di passaggio la spiegazione della teoria anarchica. Il caffè è ovviamente un elemento comune a tutti i racconti,
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