‘L’arte di copiare’ all’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen

di - 11 Aprile 2020

L’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen presenta la mostra “L’arte di copiare”, che porta nella capitale danese «venticinque acquerelli raffiguranti le pitture delle tombe etrusche datate tra il VII e il III secolo a.C. e due dipinti a olio in scala 1:1 e 5 acquerelli» conservati all’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma.

Questi lavori, oltre a riprodurre un patrimonio archeologico oggi in gran parte andato distrutto, sono frutto di una vicenda che racconta una pagina del collezionismo europeo che, tra la fine dell’Ottecento e il primo decennio del Novecento, ha unito il collezionista di arte antica Carl Jacobsen, fondatore della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, l’archeologo tedesco Wolfang Helbig e il pittore Alessandro Morani.

La mostra, che fino al 30 aprile rimarrà allestita nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen in questo momento chiuso per l’emergenza santaria, è stata curata da Astrid Capoferro, Federico De Mattia, Stefania Renzetti, Barbro Santillo Frizell, Cornelia Weber-Lehmann, ed è realizzata in collaborazione con l’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma e con la Ny Carlsberg Glyptotek.

Acquerello di Alessandro Morani, “L’arte di copiare”, Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, 2020, courtesy Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen e Istituto Svedese di Studi Classici, Roma
Le opere in mostra

«Il progetto di copiare le pitture delle tombe fu ideato nel 1897 dal birraio e collezionista d’arte Carl Jacobsen, fondatore della Ny Carlsberg Glyptotek, insieme all’archeologo tedesco Wolfang Helbig, ispettore onorario dei monumenti di scavi di antichità del territorio di Corneto Tarquinia, in seguito alla visita della necropoli di Tarquinia», ha spiegato l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen.

Acquerello di Alessandro Morani, “L’arte di copiare”, Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, 2020, courtesy Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen e Istituto Svedese di Studi Classici, Roma

«Sotto la supervisione di Helbig, dal 1897 al 1910 il pittore Alessandro Morani insieme a una squadra di pittori realizzò 166 acquerelli e oltre 400 lucidi che riproducono i dipinti tombali di Tarquinia, Chiusi, Orvieto e Veio.
Un calco dei contorni delle figure veniva tracciato su un lucido appoggiato alla parete e trasferito in atelier su tela: gli acquerelli erano i materiali preparatori per le copie in scala 1:1 delle pitture funerarie della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen.
L’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma acquisì la collezione nel 1945 da Lili Helbig, moglie di Morani», ha proseguito l’Istituto.

Acquerello di Alessandro Morani, “L’arte di copiare”, Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, 2020, courtesy Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen e Istituto Svedese di Studi Classici, Roma

«I dipinti documentano le pitture nel loro reale stato di conservazione, senza integrazioni o idealizzazioni, riproducendone la sfumatura esatta dei colori, i dettagli delle figure dell’originale e rispettandone lo stile.
Le tombe etrusche più riccamente decorate, riservate a defunti di alta classe sociale offrono una visione unica della straordinaria cultura etrusca: scene di vita quotidiana, banchetti, cortei, competizioni sportive e giochi, scene di caccia. Una testimonianza particolarmente preziosa perché molti degli originali oggi sono completamente o parzialmente distrutti», si legge nel comunicato stampa.

Acquerello di Alessandro Morani, “L’arte di copiare”, Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, 2020, courtesy Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen e Istituto Svedese di Studi Classici, Roma
La storia di queste opere vi incuriosisce?

Se vi siete appassionati alla storia di queste opere potete esplorare queste risorse gratuite:

L’interno del museo Ny Carlsberg Glyptotek, courtesy Ny Carlsberg

• Potete riscoprire le poesie di Vincenzo Cardarelli, che in Nostalgia del 1949, dedica alcuni versi alle figure femminili dipinte sulle tombe etrusche, che l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen ricorda in relazione alla mostra: «Lá sotto è la fanciulla /
bellissima dei Velcha, / che vive ancora nella Tomba / dell’Orco».

Exhibition view pubblicate nel sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, courtesy Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen
Exhibition view pubblicate nel sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, courtesy Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen

Condividi
Tag: Alessandro Morani Astrid Capoferro Barbro Santillo Frizell Carl Jacobsen Cornelia Weber-Lehmann Federico De Mattia Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen Istituto Svedese di Studi Classici di Roma Lili Helbig Ny Carlsberg Glyptotek Stefania Renzetti Vincenzo Cardarelli Wolfang Helbig

Articoli recenti

  • Mostre

Gioiello e potere: la metamorfosi della rappresentazione maschile nei secoli

Una mosta a Palazzo Morando di Milano ripercorre la storia del gioiello come linguaggio di potere, appartenenza e identitĂ , attraverso…

11 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori piĂą iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. ContinuerĂ  a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30