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Archivio Pensiero + Azione | Mario Francese

di - 30 Maggio 2018
“Uomini del Colorado, vi saluto e me ne vado!”. Questo è il saluto gioviale, ed anche leggermente ironico, che Mario Francese, giornalista de “Il Giornale di Sicilia”, rivolgeva ai suoi colleghi poco prima di essere ucciso, la sera del 26 gennaio 1979, alle 21.00 in viale Campania, proprio di fronte casa sua.
Come scrive Giuseppe Lo Bianco, capo servizio aggiunto all’Ansa di Palermo, “fu l’unico, a parlare della frattura nella «commissione mafiosa» tra liggiani e «guanti di velluto», l’ala moderata. Una frattura che avrebbe aperto la strada alla guerra di mafia degli anni ‘80, all’ascesa dei corleonesi, alla stagione delle stragi”. Mario Francese si occupava di cronaca nera e giudiziaria, era un segugio che andava dietro alla notizia con passione e scrupolo, tanto da riuscire a denunciare, negli anni ’70, l’ascesa della famiglia dei Corleonesi e le loro strategie. Fu l’unico giornalista a intervistare la moglie di Totò Riina, Antonietta Bagarella, e nelle sue inchieste entrò profondamente nell’analisi dell’organizzazione mafiosa, delle sue spaccature, delle famiglie e dei capi, specie della mafia corleonese. Di particolare importanza l’inchiesta sulla diga Garcia, nella valle del Belice, che svela l’affare miliardario dell’acqua, realizzato attraverso i guadagni sull’esproprio dei terreni.
Fu ucciso a soli 54 anni per il suo impegno civile da Leoluca Bagarella, su commissione di Totò Riina, Bernardo Provenzano, Raffaele Ganci, Francesco Madonia e Michele Greco. Suo figlio Giuseppe si suiciderà a soli 36 anni dopo anni di ricerca degli assassini di suo padre.
In alto e in homepage: Mario Francese. Articolo.
Dettaglio dal progetto Il Pensiero che non diventa Azione avvelena l’Anima di Eva Frapiccini, 2018. Courtesy dell’artista.

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