Categorie: lavagna

ARTIGLIO |

di - 23 Settembre 2017
Una rubrica che è una pillola. Una pillola non avvelenata ma appuntita, su temi legati all’arte e alle sue manifestazioni, firmata con pseudonimi. Pavida? No, critica. Un graffio conciso su nervi scoperti che, talvolta, si tacciono. (MB)
Adesso che si è conclusa e abbiamo ruminato per benino, possiamo dircelo?
Documenta 14: tanti, tantissimi bravi artisti. Due città coinvolte: la vasta e indisciplinata Atene, la tranquilla e ordinata Kassel. Due musei che hanno incrociato opere e geografie, con il risultato di un efficace neo-art-colonialism. Un budget solido e una comunicazione battente. Un direttore intelligente e un team curatoriale da stelle michelin. E tutti noi, globetrotter dell’arte.
Sì, diciamocelo che un’ideologia curatoriale fortemente programmatica e auto-referenziale diventa una gabbia dorata e distorta per artisti, opere e visitatori. Che un’idea forse geniale – sorretta magari da buoni propositi e da una militanza un tantino snob – trasforma pensieri e azioni in una esercitazione per soldatini ubbidienti.
Globetrotter dell’arte: aspettiamo Documenta 15.
Kissxx

Visualizza commenti

  • Quando si parla di “arte Contemporanea” sembra vincerla sempre una sorta di timore reverenziale (talvolta persino terrore reverenziale), anche quando fa capolino un certo spirito critico. Dunque questa pillola ci fornisce, come premesse: bravi artisti, direttore intelligente, un team curatoriale da stelle michelin, idea geniale; come conclusione: una esercitazione per soldatini ubbidienti (bella definizione: soldatini che combattono una guerra che forse manco loro capiscono, ma fanno quello per cui sono stati addestrati). Come dire: roba archiviabile con più infamia che gloria; come dire: se non la facevano era lo stesso o forse meglio. Mi chiedo, perché quando si parla di “arte Contemporanea” le premesse non sono coerenti con le conclusioni (che invece sono, si vede bene, il punto di partenza), e invece si cerca inevitabilmente di salvare capra e cavoli? Di rinvenire giustificazioni all’ingiustificabile? È sempre un po’ “qui lo dico e qui lo nego”. Perché non si dice pane al pane e vino al vino, cioè che la “arte contemporanea” (per un buon 90%, e spesso quella più celebrata), è show business ed è sostanzialmente inutile, velleitaria e pretestuosa, o appunto utile solo a se stessa? Artigli spuntati. Mi ricorda un po’ il tifo calcistico: la squadra del cuore gioca da far schifo e perde quasi sempre, ma resta sempre una grande squadra, aspettiamo la prossima partita. Boh?! Brisa par criticher… ma lo trovo profondamente ingiusto per quel 10% della "arte Contemporanea" – e per un altro 20% di vaglia ma escluso dal campionato – su cui si sorvola e che langue trascurato. IMHO.

Articoli recenti

  • Mostre

Donne che escono dai muri. Marina Lubrano in mostra ad Alveare Culturale

Fino al 27 marzo Alveare Culturale, spazio milanese in continua trasformazione, ospita la mostra “Donne che escono dai muri”, personale…

16 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

A Milano Lia Rumma dedica un’ampia mostra agli ultimi lavori di William Kentridge

È in corso alla Galleria Lia Rumma di Milano Sharpen Your Philosophy: con un corpus di opere recenti tra sculture,…

15 Marzo 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nelle opere di Iain Andrews il colore diventa cura

Alla Galleria Gaburro di Milano, fino al 30 maggio 2026, va in mostra la prima personale italiana di Iain Andrews,…

15 Marzo 2026 16:00
  • Personaggi

Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze

È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…

15 Marzo 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Rituali e identità queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…

15 Marzo 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Bottoni come opere d’arte: quando un dettaglio di sartoria diventa linguaggio visivo

La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…

15 Marzo 2026 10:00